Pubblicato da: F.C.N. | 1 luglio 2010

Gianluca Meis – Del Camp

Gianluca Meis - Del CampGianluca Meis ci conduce per mano in quell’incantato mondo che si trova “da qualche parte oltre l’arcobaleno”, un universo fatato e colorato, in cui non vengono posti limiti alla fantasia e ai ruoli: il mondo del camp.
Del Camp è infatti un saggio che tratta compiutamente di un termine così sottile e sfuggente da essere spesso e sovente frainteso dai più, o meglio non compreso: l’incapacità di capire di che cosa si tratti, dipinge spesso smorfie di perplessità sulle facce di quelle persone che hanno qualche problema a capire che nel mondo gay non c’è solamente e prevalentemente un interesse erotico nei confronti della mascolinità e che gli omosessuali non odiano le donne, delle quali anzi ne eleggono figure a divinità da adorare.
Perciò capire come certi personaggi, soprattutto femminili, diventino non solo punto di primario interesse per la cultura omo, ma vere e proprie icone di questo mondo, è un passo fondamentale da compiere per poter allargare finalmente le proprie vedute, al fine di non essere più rinchiusi nella gabbia dei luoghi comuni, dei pregiudizi e dei (lasciatemelo dire: noiosi) confini di ruolo e di genere.
Il camp, infatti, non è solo questo e il camp non è patrimonio solo dei gay: superfluo raccontarlo ancora agli abastoriani che sanno quanto il mondo di Abastor sia legato e sia affascinato al camp, indipendentemente dagli orientamenti sessuali degli abastoriani stessi. Ma vallo a spiegare a certe teste quadrate…
Gianluca Meis, invece, si arma di quella pazienza che ad altri manca facendo propria questa missione: spiegare che cosa sia il camp, a quali figure di riferimento esso si rifaccia e perché il camp sia un fenomeno talmente vasto e ramificato nella nostra società che la cultura popolare italiana, spesso ritenuta la più “virile”  (perché l’italiano è “maschio” per definizione) e perciò esente da influenze camp, sia invece ricca di fenomeni di questo genere di non secondaria importanza (basti pensare a Mina, Franca Valeri, Patty Pravo…).
C’è tutto nel libro di Meis: partendo dalla, anzi “dalle”, definizioni date alla parola, e soprattutto dal celeberrimo saggio di Susan Sontag, Gianluca si tuffa poi nel mare magnum del camp per pescarne fuori i pesci più grossi, anzi, le sirene più luccicanti e cotonate. In una sorta di enciclopedia del camp troviamo infatti Gloria Gaynor, Judy Garland, Raffaella Carrà, gli Army Of Lovers, Paolo Poli, le prime “divine” in bianco e nero, il fascino del marinaio, quello di San Sebastiano (santo patrono dei gay) e quello di Mae West… passando, incredibile a dirsi, persino per la Famiglia Addams.
Insomma, ci vien da dire che manca solo una cosa: Big Jim, il giocattolo più ambiguo mai prodotto ufficialmente e diffusamente per l’infanzia, e su cui è calata da tempo una coltre di sofisticato feticismo camp.

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