Pubblicato da: F.C.N. | 15 ottobre 2010

Zabil jsem Einsteina, panove

Zabil jsem Einsteina, panove

Copertina del DVD

Se si pensa al cinema dell’ex Blocco Sovietico, al cinema del socialismo reale, si crede che sia composto solamente da tediose pellicole realiste, da lunghe e monotone carrellate che riprendono la Prospettiva Nevsky in inverno, da enfatiche parate militari dell’Armata Rossa o dai cosacchi che scendono la scalinata di Odessa. Pregiudizi duri a morire, anche perché il cinema dell’Est arrivato in occidente per mano di cinefili barbuti e capelluti, troppo impegnati per accorgersi che non esisteva solamente la Rivoluzione, è proprio quello della noia. Anche se bisogna dire che Ejzenstejn, noioso non lo è affatto, anzi, se lo si sa guardare con l’occhio giusto, è più coinvolgente di tanto noioso (quello sì) neorealismo italiano del dopoguerra. Zabil jsem Einsteina, panove, conosciuto anche con il titolo internazionale (e certamente più comprensibile per noi occidentali abituati più alla lingua dello zio Sam che non a quella del compagno Stalin) I Killed Einstein, Gentlemen, è infatti una allegra (sì, proprio così) commedia fantascientifica cecoslovacca del 1970.
Ci troviamo in un retro-futuro (anni novanta) in cui, per effetto delle radiazioni atomiche conseguenti all’esplosione della bomba G, tutte le donne hanno… la barba! Il lungometraggio inizia infatti sul set di un filmino sexy, dove due belle signorine barbute a seno nudo si stanno scambiando delle effusioni. Il governo mondiale sta facendo di tutto per risolvere il problema, ma con scarsi risultati. Il professor David Moore (Jirí Sovák), che ha costruito una macchina del tempo, propone di viaggiare indietro fino al 1914, nella città di Praga, così da poter risolvere il problema alla radice: approfittare di un incidente intercorso allo scienziato Albert Einstein (Petr Cepek) per eliminarlo fisicamente! Partiranno con lui il professor Frank Pech (Lubomír Lipský) e la professoressa di storia Gwen Williamsová (Jana Brejchová). Capitati sul luogo e trovato Einstein dopo varie peripezie, a morire sotto un lampadario caduto dal soffitto, non sarà il celebre fisico tedesco, ma un bambino, futuro padre del prof. Pech, che così scompare improvvisamente (non può essere mai esistito se il padre non lo ha mai generato), tuttavia tutti si ricordano di lui, compreso il computer. Paradossi temporali a parte, visto il nulla di fatto, si decide di effettuare una seconda spedizione, a cui partecipa anche la moglie di Frank Pech, per impedire la morte del suocero. Ma al contempo gli avversari, un gruppo di fanatici filo-nucleari, si catapultano indietro nel tempo. Non bastasse questo, la Williamsová si innamora di Einstein e decide così di proteggerlo. Nei bailamme generale che segue alla caduta del lampadario, il prof. Moore crede di aver ucciso Einstein, mentre la Williamsová lo convince a dedicarsi alla musica (Einstein suonava il violino, per volontà della madre) e rimane con lui nel 1914. Tutto a posto? Niente affatto: tornando al futuro si scopre che la bomba G non è mai stata lanciata, ma al suo posto è stata combattuta una guerra con i gas: risultato le donne non hanno la barba, ma gli uomini hanno le tette! Moore, rimasto l’unico vero “maschio” viene assalito dalle signore presenti e costretto a soddisfare i loro desideri. Deve così darsi da fare per sistemare tutto, come? “Inventa” la bomba! Elimina gli effetti nocivi del gas sugli uomini e diventa un eroe nazionale. Ma ecco che per festeggiarlo viene chiamato un celebre violinista: Albert Einstein…!
E I Killed Einstein, Gentlemen, non è neppure il solo film brioso, colorato, decorato da bellezze muliebri poco vestite: il cinema dell’Est della Guerra Fredda ha molte squisite pellicole tutte da scoprire. Dunque, perché sperperare il vostro denaro in brutti e spenti blockbusteroni odierni? A caccia di cinema retro-futurista filo-sovietico!

Scheda
titolo: Zabil jsem Einsteina, panove
regia: Oldrich Lipský
nazione: Cecoslovacchia
anno: 1970

Collegamenti
Zabil jsem Einsteina, panove su Imdb
Zabil jsem Einsteina, panove su My Duck Is Dead

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