Pubblicato da: F.C.N. | 20 ottobre 2010

Le delizie di Miciolina

Miciolina

La copertina del fumetto

Nei primi anni ottanta Ilona Staller rappresentava il centro di gravità attorno cui ruotavano gli ormoni di un’intera generazione di maschi italiani. In quel periodo riuscì a scandalizzare l’Italia benpensante, con un nonnulla: presentandosi su Playboy con il sesso interamente depilato. Proprio nello stesso periodo, prende vita l’albo a fumetti Miciolina, che al suo personaggio, evidentemente, si rifà, presentandocela così, libera e glabra, e storpiandone il nome d’arte “Cicciolina” in “Miciolina”, giusto per schivare problemi di diritti d’autore, seppure nel decennio precedente furoreggiavano simili operazioni editoriali quali ad esempio Vartan, che si rifaceva a Sylvie Vartan, o Raffa a Raffaella Carrà, senza aver mai chiesto né ricevuto alcun consenso da parte del soggetto ritratto.
L’albetto narra, con lo spietato surrealismo azionato dalla straordinaria comicità innata di toponimi e antroponimi allusivi, le avventure della protagonista di tante fantasie erotiche italiche. Oltre alle fin troppo ovvie e goliardiche onomatopee (le più intuibili: “sugh sugh”, “sboorr”, “schiz schiz”; le più divertenti: “pom pin”, “pip pip pip”, “ciul ciul”, “stan-tuff”; le più improbabili: “slam slam”, “sfreg sfreg”, “spalm spalm”, “stum stum”, “sgnaffete”), ci troviamo davanti a una serie di doppi sensi che non possono lasciare indifferente l’intenditore abastoriano.
Di cotanta straordinaria testata ne uscirono solamente cinque numeri a inizio anni ottanta, diventando perciò maggiormente difficile da reperire, dato il suo scarso successo e la sua probabilmente bassa tiratura. L’Archivio Abastor ne conserva proprio l’ultima uscita, ossia il numero 5 intitolato Il giardino delle delizie. L’episodio incomincia con Miciolina che ci accoglie nella toilette del suo albergo, dove, indossando l’immancabile coroncina di fiori e nulla più, candidamente dichiara: “Son qui seduta sul bidet a risciacquarmi l’edera”. Ella si trova a Bangkok (che da Emmanuelle in poi è il luogo più scontato dove ambientare un’avventura erotica), in compagnia di Lili-Oh, sua collega hostess, che la saluta con un lungo bacio orogenitale: “Io succhiare anche tuo ‘grillino’ così lui fa cri cri e io partire contenta”, “Non ho parole”, risponde Miciolina. Lili-Oh non la lascia certo da sola, ma nelle buone mani della esperta geisha Pom-Pin, già segretaria di produzione del regista Federico Falloni, che la condurrà al party del venerabile Mithira Nasega, per raggiungere il quale, però, la nostra protagonista dovrà prima cambiarsi d’abito ed indossare una veste orientale.

Miciolina

Miciolina al cospetto del Gran Minchion

Miciolina non ha indumenti adatti al caso, ma grazie alla geisha Pom-Pin, che farà ben valere il suo nome, otterrà un forte sconto dell’80%. Alla villa di Nasega, Miciolina incontra altri ospiti: il principe bengalese Prang Bushan, l’uomo d’affari Frako-Schin, le signorine Sling-Huam e Puht-Han e il campione di “boxing match” (?) orientale Tekusta Nopoko. Dopo aver assaporato una bevanda esotica, il Song-Kaja, ed essere stata accompagnata nel “giardino delle delizie”, il suo venerabile ospite la porta in cospetto della scultura fallomorfa denominata il Gran Minchion, davanti al quale Mithira Nasega rende omaggio al suo nome e così fa pure Miciolina, dopodiché è loro concesso di fare uso della “sacra pomata”, spalmata la quale Miciolina viene sopraffatta da una euforia erotica tale da farle perdere ogni sua residua inibizione.
I quattro uomini e le tre donne, si danno così alle orge, sfogando nei modi che potrete immaginare la loro esuberanza sessuale, mentre Miciolina verrà bloccata in una sorta di gogna che la renderà accessibile contemporaneamente a più “esperienze”… Dopo una veloce doccia e aver dato “una mano” anche al povero servo, Miciolina viene recuperata da Pom-Pin, che le chiede se si sia divertita con i suoi amici “progressisti”. Miciolina risponde: “Sono simpatici, alla mano e tutto però come progressisti hanno il cazzo che anziché andare avanti va sempre in dietro”. La classe non è acqua, e infatti fin dalla copertina possiamo scorgere Miciolina inondata da una abbondante pioggia bianca, di quelle che l’ambiguo Tonio Cartonio forse definirebbe come un allegro “pioggialatte”.
Della stessa editrice Jugula, imitazione di Jacula!

Scheda
testata: Miciolina
numero: 5
titolo: Il giardino delle delizie
casa editrice: I Porno della Luce Rossa
anno: 1982

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N.B.: l’Archivio Abastor cerca altri numeri di questo delizioso fumetto, se ne possedete e volete cederli, contattate l’Archivio Abastor!

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