Pubblicato da: F.C.N. | 26 ottobre 2010

ABC

ABCL’abastoriano bene informato dovrebbe tenersi aggiornato consultando riviste che possano fornirgli un’informazione equilibrata, equidistante, maggiorenne e consenziente. Ovviamente non sia mai che egli si rifornisca dal giornalaio sotto casa! Egli ricercherà e ritroverà quelle riviste del passato che sapranno donargli quel certo retrogusto che la stampa odierna non gli sa dare. Quel qualcosa di diverso che lo trasporti con la mente verso lidi lontani, nel tempo, più che nello spazio, per incontrare al fine il tramonto della ragione.
Una rivista come ABC è la risposta alla sete di sapere dell’abastoriano: un “foglione” di 34x26cm, ideale da leggersi dal parrucchiere in attesa del proprio turno, che esibisce regolarmente sulla sua copertina una ragazza a seno nudo, così da far capire fin dal primo sguardo che si tratta di un giornale serio.
Titoloni monumentali, da fare invidia a Cronaca Vera e contenuti degni di un club di sofisticati gentlemen. In quello che abbiamo tra le mani, il numero 2 del quindicesimo anno di pubblicazione, campeggia a titoloni stratosferici e tutto in maiuscolo (evviva la sobrietà): “COME FABBRICARSI IN CASA UNA BOMBA ATOMICA”. Un po’ più in piccolo, ma sempre, rigorosamente, in capital: “LE FOTO LESBICHE DELLA MONDANA ASSASSINATA A PAVIA”. Chapeau! Questa è classe.
Sfogliamo il periodico e ci troviamo di fronte alla rubrica delle lettere, che apre con una postilla ricolma di insulti, indirizzati alla direttrice da parte di un lettore bigotto indignato per alcuni articoli che egli ritiene offensivi e blasfemi. Non possiamo resistere di fronte al sublime apocalittico che essa sprigiona e ne riportiamo alcuni stralci: “Di solito le rappresentanti femminili alla direzione di un giornale dovrebbero rioptare per la più idonea attività di sferruzzamento della calza. Il suo giornale non ha ritegno, nel processo di dissacrazione di ogni valore religioso e nel continuo attingere alla pattumiera, di colpire con pesanti ed equivoche espressioni anche la figura della Madonna e di Cristo. […] Quando un settimanale si abbassa a queste descrizioni degradanti e laide, non gli rimane altro che la vendita a sottocosto come carta igienica per le latrine pubbliche.” Con una presentazione simile, come si fa a non amare incondizionatamente questo tabloid?
Procediamo oltre e ci imbattiamo nelle “foto lesbiche” strillate in prima pagina: si vedeva di più nei film di Francesca Bertini. Ancora una biografia di Giulio Andreotti, soprannominato “Lo sceicco nero”… altri articoli sulla Russia e finalmente ci imbattiamo nel tanto promesso corso di “fai da te” atomico: “Come costruirsi la bomba A e conquistare la libertà”. Uno schema ci illustra l’assemblaggio dell’ordigno, ma lo scritto ci rassicura che non è indispensabile riuscire a fabbricarla, l’importante è che gli altri credano che ci siamo riusciti. E se si disperdono scorie radioattive? Pazienza. Mah… proveremo.
Affascinanti poi altri servizi che scavano nel torbido mondo della Biennale di Venezia: pare che tale Margaret Lutomska avesse denunciato il direttore per sexual harassment. Ancora indagini sulle industrie della carne: troppa gelatina e grassi nelle loro confezioni. E se Caligola aveva fatto senatore il proprio cavallo, Cagnoni, proprietario della Kybon, pare avesse sfrattato i propri operai dallo spogliatoio per farne una stalla. Ci soffermiamo, però, sull’immagine di una signorina bionda – rigorosamente con le tette al vento – in ammollo, che illustra un trafiletto dedicato alla “pornovasca” intitolato “L’amplesso col beccheggio”: idromassaggio? doccia hi-tech? macché… qui ci si accontenta di una normalissima vasca trasparente!
Gli articoli più interessanti, neanche a dirlo, sono proprio quelli che si immergono nel torbido onde stimolare i pruriti dell’italiano medio: “Vieni a letto che ti studio”, approfondisce infatti la vicenda di una studentessa inglese che pare si sia prostituita al fine di raccogliere materiale per la propria tesi di filosofia, e si sia portata a letto circa 180 clienti… ovviamente, per illustrare degnamente il proprio impegno e dimostrare la sua serietà, non può che esibire seni e natiche in immagini erotico-hippy. Veniamo quindi invitati a costruirci da soli quella che sembra la casa di Barbapapà, spendendo appena 500.000 lire. Un altro pezzo impegnato si occupa di approfondire la grave e sentita questione del cinema contemporaneo: “Nuda eccitata e incerottata” ci spiega i problemi che comporta recitare in déshabille. A illustrare il tema un’altra bella figliola dai lunghi capelli fluenti, che passeggia per la natura come mamma l’ha fatta. Ancora stupri, democristiani pomicioni, sofisticazioni alimentari, rubriche di posta e di annunci. Chiude degnamente la rivista “Lolly-Strip”, fumetto a puntate del celebre e squisitamente depravato George Pichard.

Scheda
testata: ABC
anno: XIV
numero: 2
data: 19 gennaio 1973
prezzo di copertina: L. 200

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Responses

  1. La studentessa che ha studiato 180 casi per la tesi ha forse ispirato il film “Sesso in testa” di Sergio Ammirata? Comunque sempre utile spigolare nelle morbosità vintage, specchietto deformato ma preciso di un’epoca!!!!

  2. Da vedere!

    • guarda, lo consiglio vivamente; da me lo davano ogni notte su una privata. Ammirata era operatore di Fernando Di Leo, il quale appare in un cameo come giornalista. Storica la battuta di Jimmy il Fenomeno che, recandosi a far sesso con la protagonista…….

      beh eccola, impagabile. C’è anche Tino Scotti nel film

  3. Bene!


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