Pubblicato da: F.C.N. | 1 maggio 2011

A Tru-Vue of Batman and Robin

True-Vue Viewer

Visore Tru-Vue dei primi anni ’50

Quando la Sawyer’s, storica casa che diede i natali al visore stereoscopico a dischetti View-Master, acquisì la rivale (e più anziana di qualche anno) Tru-Vue, acquisì come già detto, anche i diritti per produrre dei dischetti con soggetti Disney. Fu probabilmente la sola e unica grande attrazione che spinse la Sawyer’s a farlo, perché in quanto a concorrenza, la Tru-Vue, poveretta, non poteva certo competere con la praticità e i colori del View-Master. Con questa mossa, però, la Sawyer’s si trovò sul groppone anche tutto il catalogo e il marchio Tru-Vue: impensabile, negli anni cinquanta inoltrati, continuare a produrre le scomode pellicole 35mm in bianco e nero da inserire orizzontalmente a mano in un visore, ecco allora spuntare una nuova serie e un nuovo visore, a schede rettangolari a inserimento verticale! L’idea non era certo nuova, essendo già stata introdotta da altri visori soprattutto europei alcuni anni prima, la praticità era di poco inferiore a quella del View-Master, la qualità la medesima e, anzi, le immagini erano anche un po’ più grandine, ma certo non era il View-Master…
Ciononostante il Tru-Vue rimase in vita ancora per un paio di decenni (credo sia stata chiusa nei primi anni settanta, non so con certezza), con le sue cards stereoscopiche su cui venivano montate 7 coppie di diapositive a colori. 7, nonostante ci fosse la possibilità di inserirne di più: in Francia, infatti, erano in uso schede da 10 copie di diapositive e chi ha avuto per le mani uno Stéreoscope Lestrade con le schede di Lourdes lo sa bene: ma guai a farsi concorrenza in casa, se i reels View-Master montavano 7 coppie di immagini, le schede Tru-Vue non potevano montarne di più. Ma soprattutto la Sawyer’s fece una mossa molto intelligente: cioè quella di riutilizzare le medesime storie prodotte per View-Master anche nel formato Tru-Vue!

True-Vue Batman & Robin cards

Le schede del set “Batman & Robin”

Fin qui tutto bene, se non che il tutto venne fatto in… economia! San bene i collezionisti di View-Master come diapositive prodotte negli anni quaranta dalla casa di Portland godano ancora della magnificenza e dello splendore dei colori originali, come, invece, molte delle storie prodotte a partire dagli anni ottanta si siano irrimediabilmente deteriorate passando ad un orribile viraggio magenta. Questo è dovuto al tipo di pellicola e soprattutto al tipo di sviluppo usati, di qualità inferiore, che non hanno permesso, nel tempo, di conservare degnamente la pellicola.
C’è inoltre da osservare che l’allineamento tra le due immagini in questo, come in tutti i visori a schede rettangolari a inserimento verticale, non è perfetto e soprattutto per le prime immagini, accade spesso di dover star lì con le dita ad aggiustarne il posizionamento, cosa che nei visori View-Master, se si ha l’accortezza di inserire i dischetti nel modo appropriato, non avviene quasi mai. L’immagine è effettivamente più grande e consente l’inserimento di didascalie.
Il visore in possesso dell’archivio è uno dei visori degli anni cinquanta, retroilluminato, ma richiede l’inserimento di due pesanti batterie torcia (D), al contrario dei visori retroilluminati View-Master, che richiedono tutti batterie da mezza torcia (C), e un visore del genere destinato alle mani di un bambino risulta ancora più scomodo, se già risulta ingombrante nelle mani di un adulto…

Tru-Vue Batman & Robin

Diapositiva tratta dal terzo dischetto

Il set preso in esame è quello intitolato Batman & Robin in “The Catwoman’s Purrfect Crime”, fotografato sul set dell’omonimo episodio della serie televisiva Batman degli anni sessanta, con Adam West, Burt Ward e Julie Newmar, e da cui è tratto un omonimo set di dischetti per View-Master, anch’esso in alcune edizioni tristemente virato al magenta, poiché ristampato almeno fino agli anni ottanta. La cosa che ci affascina maggiormente, appena prese in mano le schede (non disponiamo delle loro bustina protettiva originale, ahimè) è la diversa colorazione delle stesse: azzurra, gialla e rosa! Ogni scheda è inoltre illustrata da un disegno, opera un po’ maldestra, ma non di meno affascinante.
La storia è, ovviamente, la medesima dell’episodio televisivo: Catwoman ruba un gatto d’oro contenente un segreto, che il dinamico duo aveva però spruzzato di una sostanza radioattiva così da poter rintracciare la donna gatto e risalire al suo nascondiglio. Arriveranno a lei e al gatto d’oro, ma non prima di aver passato alcune disavventure che ci tengono col fiato sospeso, non ultima quella di vedersela faccia a faccia con una tigre.
Siamo nel 1966: l’anno dopo la Sawyer’s verrà acquisita dalla General Aniline & Film Co. (GAF, originalmente American IG Chemical Corporation, succursale americana della IG Farben tedesca), e così tutto il suo catalogo di prodotti, View-Master e Tru-Vue compresi. L’epoca d’oro della stereoscopia del novecento era ormai finita.

Scheda
titolo: Batman & Robin in “The Catwoman’s Purrfect Crime”
casa: Sawyer’s
anno: 1966
formato: schede Tru-Vue

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Responses

  1. Cosa? Sono stati comprati dai produttori dello Zyklon-B?

  2. Ja.
    Per circa una decina d’anni il View-Master è stato di proprietà della GAF, che aveva comprato la Sawyer’s in blocco. Poi però, a fine anni settanta, la GAF ha venduto il View-Master o aveva fallito, non ricordo bene, comunque venne fondato un gruppo nel 1981, denominato View-Master International (noto come VMI), in pochi anni però passò di nuovo in altre mani, e la società venne rinominata View-Master Ideal, quindi venne acquistato dalla Tyco Toys. Nel 1997 la Tyco Toys venne assorbita dalla Fisher-Price, già di proprietà della Mattel, nelle cui mani si trova a tutt’oggi.
    Con tutti questi passaggi quel che ne ha perso di più è stata la qualità dei visori e delle diapositive. La Tru-Vue venne chiusa verso fine anni sessanta o primi anni settanta (suppongo al passaggio da Sawyer’s a GAF), mentre dalla GAF in poi il View-Master divenne sempre più un giocattolo per bambini (prima non lo era, era un oggetto destinato a tutta la famiglia). Ma la cosa peggiore è il declino della qualità dei visori. Io possiedo visori dal Model B al Model L, e preferisco guardare le diapositive con i primi visori in bachelite o al massimo con il Model H retroilluminato (la versione europea è il mio “visore da battaglia”!). Il model K (avercelo) è l’ultimo buono che hanno fatto, a partire dal Model L si vede veramente male e gli ultimi modelli ho letto si vede ancora peggio: immagini distorte, disallineamento… insomma, orrendi.

  3. Ah quindi: sono solo dei bambini, possiamo rifilargli del ciarpame tanto non se ne accorgono….strano però, sembra quasi che si manifesti un certo pudore nel perseguire un’onesta commercializzazione di una vecchia tecnologia. Forse è un complesso d’inferiorità: “noi non possiamo competere con le nuove tecnologie 3D, quindi non perseguiamo la qualità che potremmo ottenere perché perderemmo in partenza. Poi arriva l’amministratore delegato, sente che si abbattono i costi di produzione ed il progetto è approvato.

  4. Sì, praticamente è così. Attualmente i prodotti View-Master fanno schifo. Ci sono ancora dei dischetti belli, ma non ho la più pallida idea con che tecnologia vengano prodotti (non credo si tratti più di diapositive, sospetto sia stampa su acetato), ma la qualità delle stampe spesso non è buona quanto quella di 60-70 anni fa: le immagini sembrano sempre un po’ “slavate”, cioè poca saturazione dei colori, un po’ come una fotografia sovraesposta di quel diaframma…
    Inoltre, non ricordo da quando, credo da metà o da fine anni novanta, la produzione dei View-Master è stata portata da Portland in Messico, nell’ottica del capitalismo moderno di portare gli apparati produttivi in paesi dove la manodopera costa una ciotola di riso (o una tortilla) al giorno.
    Stessa cosa avvenuta anche con i Dr. Martens, che dal 2003 non vengono più prodotti a Wollanstone, in Inghilterra, ma in Tailandia. In questo caso la qualità però mi sembra rimasta più o meno la stessa, ma alla R. Griggs & Co. costa sicuramente meno (di quei 100-150 euro che si pagano in negozio a loro costeranno 10 euro?).


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