Pubblicato da: F.C.N. | 25 settembre 2011

La voce del calcolatore

La voce del calcolatore

Il 7″ flexy contenente la “voce del calcolatore”

Nel 1978 ci si immaginava un futuro governato da calcolatori elettronici e da altre diavolerie che il progresso ci avrebbe portato: computer e telefoni portatili, televisione satellitare e via cavo, videotelefoni e altre invenzioni bizzarre. È scontato persino parlarne, ciò che invece non è scontato è immaginare la forma che queste avveniristiche fantasie avevano nella visione dell’epoca. Oggi gli annunci nelle stazioni e le fermate di treni, autobus, tram e metropolitane, vengono annunciati da computer, ma si tratta di campioni, pezzetti, cioè, registrati da esseri umani, che vengono messi assieme da un’intelligenza artificiale. A fine anni settanta si era invece intrapresa un’altra strada, quella della sintesi vocale, cioè un computer che, attraverso una serie di complessi algoritmi, imita la voce umana e le sue intonazioni.
Ecco così che i ricercatori dello CSELT nel 1975 mettono a punto il MUSA, un sistema di sintesi vocale che si basa sull’unione di più difoni, cioè di suoni base formati da vocale+consonante. La voce del calcolatore è infatti il frutto dello CSELT (Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni s.p.a.) di Torino, appartenente al gruppo IRI-STET e assorbito nel 2001, assieme ad altri laboratori italiani, da Telecom Italia Lab, che dedica le sue ricerche e sperimentazioni a svariati campi multimediali, non per ultimi quelli concernenti la compressione digitale di musica e immagini: è nei laboratori CSELT che si sperimentano infatti i futuri formati di MP3 o MPEG, proprio per opera dei padri di tali standard.
Giunti a risultati sorprendenti per allora, quali far leggere dei testi e, soprattutto, far cantare un computer, conferendogli anche una intonazione, cosicché il parlato non risulti troppo meccanico e privo di inflessione, viene deciso di presentare il risultato del lavoro in un 7” flexy disc, poi distribuito in omaggio con la rivista Cronache dal Gruppo (pubblicazione interna destinata ai soli addetti ai lavori o vero e proprio magazine scientific-pop precursore di riviste del calibro di Focus, Newton e Nexus?).
Il disco esce nel 1978 e, purtroppo per noi, viene distribuito in versione monoaurale, ma rappresenta ugualmente un reperto affascinante e seducente, grazie alla stravagante inventiva dei suoi creatori, i programmatori del sintetizzatore vocale. Nel supporto possiamo udire così il MUSA presentarsi: “Sono un calcolatore dello CSELT di Torino, il Centro Studi Eleboratori di Telecomunicazioni del gruppo IRI-STET. Appartengo alla famiglia dei cosiddetti calcolatori di processo, cioè i calcolatori di piccole dimensioni e di costo contenuto largamente utilizzati per il comando e il controllo di macchine utensili, processi produttivi, funzioni di centrali telefoniche, eccetera eccetera.”.
Il sintetizzatore vocale, che parla con una voce metallica dalla bizzarra intonazione vagamente siciliana (forse che i ricercatori dello CSELT erano tutti figli di immigrati impiegati come operai alla FIAT?), viene poi a illustrarci le ricerche svolte per dargli un’intonazione più naturale, passando sorprendentemente, con un repentino cambio di personalità, da una modulazione quasi umana, a una realmente meccanica. Prosegue poi parlando prima velocemente, poi molto lentamente. Accenna alle possibili applicazioni della tecnologia, che va dalla lettura per non vedenti a informazioni enciclopediche, bancarie, bollettini sul tempo e via dicendo, fornite tutte attraverso il telefono: Internet era ancora ben lontana, e arriverà un paio di decenni dopo a troncare sul nascere ogni aspirazione di notorietà del povero MUSA, seppure sia attualmente una realtà l’applicazione della sintesi vocale su PC.
Finalmente ci vengono forniti degli esempi: prima il calcolatore ci legge una breve fiabetta di cui ci sfugge la morale, e il calcolatore, evidentemente, non è così evoluto da sapercela spiegare, poi, finalmente, ci saluta esibendosi in un’interpretazione di Fra’ Martino campanaro, di cui ci fornisce ben due versioni: la prima a una sola voce, la seconda cantandola con più voci in canone!
Il MUSA ai nostri giorni è stato soppiantato da moderni software e suo erede diretto, frutto degli studi del medesimo gruppo, è il moderno Loquendo, che fornisce sintesi vocale in 30 lingue e 70 voci. Immaginiamo così il povero vecchio MUSA come un grosso armadio con due bobine di nastro magnetico sulla fronte, abbandonato in un solaio dello CSELT, che passa le giornate a cantare malinconicamente fra sé “Fra’ Martino campanaro, dormi tuuu, dormi tuuu…”

Scheda
autore:  CSELT – Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni s.p.a. di Torino
titolo: La voce del calcolatore
casa discografica: Cronache del Gruppo
anno: 1978
formato: 7” flexy a 33giri

Collegamenti
Ascolta La voce del calcolatore su YouTube

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