Pubblicato da: F.C.N. | 18 ottobre 2011

Sexandroïde

Sexandroide

Copertina della videocassetta

Sexandroïde (a.k.a. Les Sexandroïde, a.k.a. Les Sex Androïde, a.k.a. Sexandroïdes, ecc.), anche conosciuto con il nome esteso di Le Dagyde/Le Sexandroïde/Les dents de l’amour, è un delirante horror-erotico girato da un regista francese dedito al porno e occasionalmente prestato all’horror, Michel Ricaud.
Il film non ha una trama vera e propria, ma è diviso in tre (in alcune versioni si parla di quattro) episodi tra loro del tutto slegati e pretesto per esibire scene gore/soft-core. Nel primo episodio incontriamo così una biondina seduta sul trespolo di un bar che viene inspiegabilmente fatta oggetto di una pratica voodoo dalla mano di un anonimo stregone (forse il suo ex-fidanzato?). Egli si serve della foto e di alcuni oggetti della signorina, e di una statuetta di cera su cui sfogherà tutta la sua rabbia. La poveretta si rifugia in bagno, dove, dopo aver vomitato, viene costretta a strapparsi gli abiti di dosso e, quindi, comincia a sanguinare da delle ferite che compaiono nei medesimi punti dove degli spilloni vengono conficcati nella bambolina di cera. Finirà accecata ed esangue nell’angusta toilette del locale.
Il secondo episodio è certamente il più interessante della pellicola, anche per alcuni trucchi che, nonostante la costruzione amatoriale della pellicola, risultano talmente realistici da far dubitare che di finzione si tratti. Una dark lady bruna, viene spinta, da un’oscura forza e da una misteriosa voce fuori campo, in uno scantinato dove si trova un altare. Qui viene spinta a giocare con due bracieri, strapparsi gli abiti di dosso (a ridaje…) e a mettersi a disposizione di un losco figuro che scopriamo essere una sorta di mostro di Frankenstein che si diletta di prestidigitazione: farà apparire un topo vivo nella bocca della protagonista e farà sanguinare una rosa. Abbandonati questi lazzi di dubbio gusto, si dedica alla signorina che renderà protagonista di una raffinata tortura con spilloni e lame affilate, in un trionfo sanguinolento che terminerà con la stessa vittima che si taglierà un capezzolo dandolo in pasto al mostrone… ma alla fine l’amore trionfa e i due, ricoperti di sangue, se ne andranno via, mano nella mano, in un tripudio di surreale macabro romanticismo.

Sexandroide

La protagonista dell’episodio centrale e i suoi denti gialli

Il terzo episodio, invece, vede una signorina, forse la vedova, vegliare una salma: il cadavere improvvisamente si rianima, assale la donna strappandole gli abiti di dosso (ma non stiamo diventando un pochino ripetitivi?) e la vampirizza. Lei, trasformatasi a sua volta in una creatura succhia sangue, si esibisce, nuda, in un moonwalking a ritmo dance, sostenuta dalle note di What’s Love Got To Do With It di Tina Turner (!), si infila nella bara con il conte Dracula dei poveri, chiudendo il coperchio alle sue spalle ed esponendo il cartello “non disturbare”…
Che dire? Un simile delirio porno-soft dai cruenti risvolti horror-sado-maso, non ha bisogno di commenti, ma solo di essere visto! Fondamentale.

Scheda
titolo: Sexandroïde
regia: Michel Ricaud
nazione: Francia
anno: 1987

Collegamenti
Scheda su Sexandroide in Cultiki

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Responses

  1. Recensione che mette molta curiosità. Sono appassionato di horror, specie di questi film strani e splatter. Adoro quelli che comunemente entrano nella categoria “So bad it’s so good”. E questo me lo procurerò quanto prima, ti farò sapere:D

    • Bene! È uscito solo in videocassetta che io sappia. Il bisogno di una versione in DVD rimasterizzato e con speciali dietro le quinte, si fa sentire più che mai.
      😉


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