Pubblicato da: F.C.N. | 28 novembre 2011

Il suono a 3 dimensioni

Introduzione al suono a 3 dimensioni

La copertina del disco

Se non lo sapevate “Stereofonico significa suono proveniente da differenti sorgenti, in differente  locazione, con differenti livelli di volume in due o più canali sonori separati”. Negli anni ’70, il sistema hi-fi stereo, da oggetto esclusivo, destinato ad una élite di danarosi predestinati, si diffonde anche alle masse incolte. Ormai si prendono e si mettono in soffitta quei vecchi macinini rappresentati dalle fonovalige monoaurali e i mangiadischi vengono via via dati in pasto alle piccole belve assetate di 45 giri. Al loro posto cominciano a troneggiare nei salotti e nelle camere dei più fortunati monumentali impianti stereofonici la cui dislocazione viene studiata sistematicamente e calibrata per ore e ore, avvalendosi spesso della consulenza di amici di amici con una qualche vaga infarinatura di elettrotecnica, che millantano un’approfondita conoscenza della materia.
Così, in quell’era di rivoluzioni e di cambiamenti fondamentali per l’umanità, l’uomo, che sta per apprestarsi a compiere un nuovo sorprendente passo – la stereofonia in tutte le case, appunto – va adeguatamente istruito. A tale scopo si manifestano all’improvviso, e quasi sempre a diffusione gratuita, una serie di dischi atti proprio a educare lo sprovveduto acquirente su ciò che sta accadendo intorno alle sue orecchie. Oggi questi microsolchi sono destinati alle collezioni di attenti abastoriani, e nella loro struttura poco si differenziano l’uno dall’altro: treni che si avvicinano e si allontanano con il celebre effetto Doppler; estenuanti partite di ping-pong; passaggio di auto in corsa; suoni elettronici di varia natura per aiutarvi a trovare le casse dello stereo sperdute dietro poltrone e divani… Insomma, il solito campionario di effetti speciali per meravigliare l’ascoltatore e convincerlo ad acquistare l’impianto o i dischi di quella marca.
Introduzione al suono a 3 dimensioni, però, va oltre, perché questo disco riesce a sedurre e coinvolgere grazie a un impianto narrativo brillantemente congeniato, e che conduce via via l’ascoltatore nella meravigliosa storia del sistema Phase 6 Super Stereo. Le “6 fasi” del “suono a 3 dimensioni” a cui fa riferimento il marchio della Vedette Records, di proprietà di Armando Sciascia (celebre direttore d’orchestra e compositore di colonne sonore), sono: “primo piano, sonorità intermedia e sottofondo”, e, ovviamente “destra, centro e sinistra”. Ma non fatevi ingannare dai paroloni, non si tratta di chissà quale tecnologia avveniristica: il Phase 6 Super Stereo non si basa altro che su una sapiente miscelazione ed equalizzazione di ogni singolo canale di un multitraccia analogico a 16 piste. L’effetto spettacolare a cui si mira non è nuovo, e già altre etichette musicali come la Phase 4 della Decca o la Living Stereo della RCA (per cui incideva tra gli altri Juan Garcia Esquivel) c’avevano pensato. La Phase 6 Super Stereo aggiunge però un tocco di casereccio e di squisitamente nostrano alla sperimentazione nell’alta fedeltà.
Avvicinarsi alla stereofonia sembra quasi impresa degna di un percorso iniziatico con sottofondi mistici, e quindi, per giungere a risultati ottimali, non bisogna mai ignorare il valido contributo della retrocopertina, che in dischi come questo si dilunga sempre in didascaliche e orgogliose presentazioni dai toni fantozziani: “La posizione dell’ascoltatore e la distanza dello stesso dai due altoparlanti dovrebbe descrivere un triangolo. […] Il triangolo formato dai due altoparlanti e dall’ascoltatore dovrebbe avere gli stessi lati, comunque l’angolo dell’ascoltatore non deve essere inferiore ai 30° né superiore ai 45°. […] Altra regola importante è quella di mantenere l’altezza degli altoparlanti da terra in modo che il suono giunga direttamente alle nostre orecchie, senza nasconderli tra i libri o dietro le poltrone”. Insomma, se non avete una buona base di trigonometria, potete anche rinunciare in partenza a godere appieno dei piaceri della stereofonia!

Introduzione al suono a 3 dimensioni

La disposizione degli altoparlanti

Ma non pensiate di cavarvela così: non certo secondaria importanza riveste la calibratura del giradischi e di tutte le sue componenti: “Non basta disporre di un buon apparecchio e di buoni dischi. Bisogna dosare bene e linearmente i vari livelli dell’apparecchio, il peso del braccio, controllare con il disco stroboscopico che i giri del piatto siano veramente 33 1/3 giri al minuto (molti apparecchi girano più veloci); in tal caso tutta la parte sonora viene alterata. Qualche giro in più del piatto può distorcere sgradevolmente certi suoni dati dalle alte frequenze, alterando l’effetto creato a bella posta in fase di mixaggio. Una puntina rovinata non riesce più a captare certe frequenze che renderebbero il suono vivente”.
Se, abituati al vostro insipido impianto digitale, in cui basta inserire il CD e l’apparecchio fa tutto da solo, tutto questo vi può sembrare complesso e dispersivo, sappiate che esistono tuttavia dischi 12” che aiutano allo scopo e che non possono mancare nella fonoteca di ogni vero e autentico amante del suono analogico. Certo, sono difficili da reperire, ma avere a disposizione un vinile con apposite tracce per calibrare peso e anti-sketting della puntina, può salvarvi da inaspettate fughe del braccetto verso lontani lidi esotici. Pensate che tutta questa fatica non valga la pena per assaporare un buon vecchio disco di vinile? Beh, peggio per voi.
Ma torniamo al disco in questione, che tuttavia non presenta raffinatezze simili (a ciò è appositamente destinato il disco Superstereo test record del 6 Fasi Super Stereo, ahimè assente nel nostro Archivio), ma si limita a testare i canali dell’impianto e a fornirci apposita dimostrazione auditiva del sistema messo appunto dai tecnici della Vedette Records.
È così venuto il momento di sistemare il 7” sul piatto, adagiarvi con delicatezza la puntina, pregustando i succosi contenuti che presto fluiranno copiosi nei vostri padiglioni auricolari. Ecco che si avvicina il treno in corsa, ma… no! Questo treno, grazie al sistema 6 Fasi e al suono a 3 dimensioni, non si limita a passare da un canale all’altro e allontanarsi indisturbato lasciandoci ai nostri affanni quotidiani: questo treno ci… viene incontro! Aiuto! Scappiamo! Fiuuu… che spavento!
Ripresi dallo choc, veniamo accolti amabilmente dal narratore, che non manca molto ci offra pure una sambuca, e che ci aiuta fin da subito, attraverso una serie di portentosi effetti sonori, a individuare i canali dei nostri diffusori: effettivamente la cassa destra riproduce il segnale di destra e la sinistra quello di sinistra… sbalorditivo! Ma lo stesso narratore scopriamo essere un buontempone, facendoci lo scherzo di spostarsi nei vari canali: “eccomi a destra… eccomi a sinistra… ed eccomi al centro”. Chissà se negli ultimi anni costui non si sia dato alla politica…
Proseguiamo ascoltando alcuni brani di musica classica in normale stereofonia e in 6 fasi, compresa una magistrale esecuzione della celebre Toccata e Fuga di Johann Sebastian Bach: “Sembra che l’organo sia proprio nella vostra stanza”, allude sarcasticamente il conduttore. E così, giungiamo infine all’ascolto della partita di ping-pong, dove le palline, sembrano arrivarci addosso… “E questo miracolo del suono a tre dimensioni del 6 Fasi Super Stereo non si apprezza soltanto se il vostro è un grandioso e costosissimo impianto stereo, può bastare una semplice fonovaligia, purché tenuta in ordine”. Già, del resto sappiamo bene che “per dipingere una parete grande non occorre un pennello grande, ci vuole un grande pennello”.
Di maggiore impatto scenografico, ma di minore profondità scientifica, il lato B, tuttavia ci infonde sicurezza e speranza per gli accadimenti prossimi venturi: “Non pretendiamo di indovinare il futuro, eppure siamo sicuri che dopo aver ascoltato il suono tridimensionale del 6 Fasi Super Stereo qualsiasi altro sistema di incisione vi sembrerà invecchiato e superato”. Spettacolare il seguente “esperimento di mixaggio”, grazie al quale sembra di stare in uno studio di registrazione e assistere al mixaggio di un brano lounge. Affascinante.
Il disco si conclude con l’ascolto di 3 straordinari brani di autentica Incredibly Strange Music: Moto perpetuo di Paganini, interpretato dalla chitarra di Bruno Battisti D’Amario, Notturno in Mi bemolle di Chopin eseguito dall’Orchestra Armando Sciascia e infine la Toccata e fuga di Bach suonata da Giuseppe Zamboni.
Paghi della conoscenza e della saggezza emanata da questo microsolco, ritorniamo ai nostri impegni quotidiani e alla vita di tutti i giorni, certi che ormai siamo entrati in una nuova era: l’era del suono a 3 dimensioni!

Scheda
autori: vari
titolo: Introduzione al suono a 3 dimensioni
casa discografica: Vedette Records
collana: Phase 6 Super Stereo
anno: 1973
formato: 7” a 33 giri

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Responses

  1. Che dire. Sublime articolo a 3 dimensioni.

  2. E’ fantastico il suono 3d, un nuovo modo di ascoltare.


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