Pubblicato da: F.C.N. | 31 luglio 2012

Horror Disco

Dance Dracula

Dracula, negli anni ’70, quando andava a ballare in discoteca

Che cosa accade quando la discomusic incontra il filone horror, dal quale emergono mostri come Dracula, Frankenstein o l’Uomo Lupo? Accade di venire travolti da un’ondata di sconsiderato glitter naturalmente, perché i mostri suddetti, prima di entrare in discoteca, come ogni buon Tony Manero che si rispetti, si rifanno il look. Ecco così il mantello del vampiro transilvanico ricoprirsi di lustrini, Frankenstein indossare un paio di zeppone argentate e l’Uomo Lupo impolverarsi di brillantini il folto pelo!
La definizione di questo filone ce la siamo inventata noi, maniaci metodici affetti da mania di catalogazione, ma la realtà è che, così come accade nel cinema, dove un film di un certo successo lancia spesso un sottofilone che ne ricalca gli stilemi, altrettanto accade di frequente nella discomusic, dove idee di successo tanto originali quanto balzane, vengono poi utilizzate da altri come fonte di “ispirazione”. Questo è ciò che è accaduto per il sottofilone Space Disco, molto più prolifico e ben delineato, con artisti che si sono dedicati al genere anima e corpo, mentre la Horror Disco – così come ci siamo divertiti a battezzare questo sottogenere che qualcun altro invece chiama Scary Disco – è un fenomeno molto più effimero, che non ha prodotto più di qualche singolo e di un paio di album. Non sono molti gli artisti esplicitamente e univocamente “horror” per più di un disco, e il filone, nato con il successo del brano Soul Dracula, ha visto spuntare qua e là pochi sporadici emuli.

Hot Blood - Soul Dracula

Hot Blood Soul Dracula

Gli iniziatori della Horror Disco sono europei, più precisamente tedeschi. Gli Hot Blood (che hanno utilizzato anche i nomi Dracula e Dracula & Co.) sono infatti uno dei tantissimi progetti di studio, formati da Stefan Klinkhammer (responsabile degli arrangiamenti dei Boney M.), Penny Duke e May Ambruster, la cui esperienza si conclude nel giro di un paio d’anni. Soul Dracula, scritta da Melwing, Amburster e Duc e pubblicata nel 1975, è piuttosto semplice: una melodia sostenuta da basso, pianoforte, batteria e sintetizzatori, su cui un personaggio dall’accento vagamente transilvanico, si limita a esclamare con un’enfasi un po’ troppo sopra le righe:“Soul Dracula! Ha ha ha!”, “Come on, little girl!”, “Let me do it baby”, “Do it!” e poco altro, mentre un coretto femminile ripete, con invidiabile costanza, un infinito “Buburubu burubu burubu”. In copertina naturalmente campeggia il volto del Divin Bela Lugosi, qui ritoccato pesantemente, con l’aggiunta di due autentiche zanne e una pennellata di Ducotone verde sulla faccia, che ne fanno una macchietta ben ridicola! Tutto sommato il singolo in sé non è grandissima cosa rispetto agli epigoni che ne calcheranno le impronte dei canini, ma è comunque esemplare per come la discomusic incominciava a impantanarsi, facendone un brano autenticamente cult per la sua pochezza e, allo stesso tempo, per l’idea davvero bizzarra.

Il titolo di iniziatori del genere, va comunque conteso con i funkyssimi Jimmy Castor Bunch, che lo stesso anno se ne escono con il disco Dracula. Attenzione, però, nulla a che vedere con il filone Horror Disco iniziato dagli Hot Blood: l’americanissimo ensemble capeggiato dallo scomparso Jimmy Castor, produce tutt’altro genere di sound, niente a che vedere con l’eurodisco e non solo per natali newyorkesi: il loro è un brano funky-soul, niente eccessi cheesy come nel coevo filone europeo, niente vocioni transilvanici né risate mefistofeliche. Possiamo riferirci quindi a Jimmy Castor Bunch al massimo come a degli ispiratori, ma non a dei veri e propri iniziatori del filone. Forse, così come nel caso dello spaghetti western o della fantascienza nostrana, il brano della band statunitense può avere il ruolo di masterpiece d’oltre oceano a cui si sono ispirati gli artisti del Vecchio Mondo, creandone un filone autoctono e del tutto originale.

Red Blood - Soul Frankenstein

Red Blood Soul Frankenstein

Così possiamo affermare con certezza che, con il loro apparentemente insignificante singolo, gli Hot Blood tracciano il solco e nel 1976 ecco apparire le prime timide imitazioni, anzi, i quasi tarocchi degli italiani Red Blood, che propongono quella che si può considerare forse la maggiore copia carbone di Soul Dracula, ovvero Soul Frankenstein di tal Claudio Tallino in arte Greekian: le solite furbe assonanze per condurre l’acquirente in errore o qualcosa di più? Propendiamo per la prima ipotesi, poiché fin dai primi solchi la vicinanza con la hit che ha dato vita al filone, si fa sentire in maniera quasi imbarazzante: stesso vocione che intona “Soul Frankenstein”, ma stavolta seguito da una risata ancora più “mostruosa”; ritmo dannatamente simile a Soul Dracula, anche se molto più funky; qualche urletto femminile a fare da riempitivo e un complesso di voci da disco americana che non riesce a sfangare dall’emulazione questo disco un po’ “fiappo”. Sul retro Greekian e i suoi Red Blood ci ritentano, riuscendo a regalarci qualche emozione in più con Blood Transfusion, seppure compromesso dalla demenzialità del titolo, è un brano strumentale eseguito con sintetizzatori, campane, chitarre elettriche che sconfina clamorosamente nel progressive, riscattando la hit di richiamo per il grande pubblico. I Red Blood ricompariranno nel 1977 realizzando un paio di cover “tarocche”, la prima del capostipite del genere, cioè Soul Dracula, la seconda di un altro brano del filone che affrontiamo più avanti, Dracula Disco di Gerry Bribosia: le “imitazioni” in quegli anni erano quasi la norma, tanto che le copie autentiche sfoggiavano spesso e volentieri l’etichetta “versione originale” in copertina.

Soul Dracula Band - Soul Dracula

Soul Dracula Band Soul Dracula

Nella seconda metà degli anni settanta compaiono infatti numerose cover tarocche di Soul Dracula, incise spesso e volentieri da fantomatiche band estemporanee il cui contributo discografico non va oltre uno o due singoli. Tra le tante cover e i numerosi tarocchi, reinterpretazioni vengono incise da: Sould Dracula Band (per la Universal Sound), i tedeschi Praenestum 452 (Universal International Music), Phil Conway and the Free Group (Olympo), gli olandesi The Dream Orchestra (Granmusic), Georgie Dann (Epic). Una versione lounge al sax ci viene offerta da Johnny Sax (Produttori Associati), mentre una versione in finlandese intitolata Olen Dracula viene cantata da Frederik (Finnlevy), pseudonimo che nasconde tale star finnica Ilkka Sysimetsä, e non solo, ne esiste persino una versione tailandese di tale Don Sornrabeab! Un primo (brutto) remix acid house viene poi realizzato nel 1988 da The Thieves Orchestra (Time) a cu fa seguito nel 1994 e un secondo remix techno prodotto dai Transilvanya (Let It Be Records), confluito nel gran bolgione del revival e ripescaggio, spesso blasfemo, della discomusic avvenuto nell’ultimo decennio del XX secolo.

Monsieur Goraguer - Sexy Dracula

Monsieur Goraguer Sexy Dracula

Ma torniamo al ’76 quando Monsieur Goraguer coniuga due delle mode disco in voga in quel periodo, cioè la sexy disco e il filone horror e dà alle stampe il singolo Sexy Dracula. Monsier Gorageur è nientemeno che Alain Gorageur, pianista francese che ha collaborato con Boris Vian, Serge Gainsbourg, France Gall (sua l’orchestrazione di Poupée de cire, poupée de son, scritta da Gainsbourg e con la quale la fanciulla vince l’Eurofestival del 1965), Adamo e molti altri, nonché autore, tra le altre, dell’allucinata colonna sonora dell’inquietante, colossale, film fantascientifico d’animazione franco-cecoslovacco Il pianeta selvaggio (La planète sauvage, 1973). In questa canzone disco dal ritmo lento e rilassato, il povero conte viene sedotto da una francesina tutta pepe dalla stentata pronuncia che lo invita a “venire” e la canzone sfiora il filone dell’orgasmo song iniziata proprio dall’amico Gainsbourg. Lei: “Dracula, Dracula, come! Come!”, risponde lui: “I come… I come… I come… in! HAHAHAHAAH!” Incredibile, ma vero!

Ralf Nowy - Rock'n'Roll Vampire

Ralf Nowy Rock’n’Roll Vampire

Ralf Nowy, flautista e sassofonista tedesco di ambito krautrock e prog, ma attento alle influenze disco, ci presenta Rock’n’nRoll Vampire. Nulla a che vedere con le amene trovate dell’eurodisco: il genere, orchestralmente di più ampio respiro e ritmicamente più rockettaro, non si lascia andare troppo alle scivolate sulla pista da ballo di cui sono capaci Hot Blood e compagnia. Questo si fa sentire maggiormente nel cantato, meno scontato dei suoi precursori: Ralf Nowy ripete sì un “Gimme some blood” di un certo effetto Horror Disco, ma non si lascia andare a eccessi baritonali, risate mefistofeliche o accenti pseudo-transilvaniani.
Ciò gli permette di conservare la sua dignità di artista “serio”, ma fa anche in modo che il suo prodotto non ci colpisca particolarmente, così come invece può accadere nel caso dei prodotti eurodisco: il decoro di certi esercizi di stile da virtuosi della musica rock, solitamente fa più sbadigliare che divertire.

Eccoci al 1977: ormai non c’è più freno all’invasione di vampiri e mostroni orrorifici! Il ‘77, infatti, si rivela essere l’anno dell’Horror Disco e, come sempre accade in questi casi, tra gli epigoni di un fenomeno popolare, si mescolano i geni ai cialtroni.

Hot Blood - Terror On The Dance Floor

Hot Blood Terror On The Dance Floor

Per cominciare il trio tedesco degli Hot Blood, torna alla carica con l’eccitante Terror on the dance floor, dove viene ripreso il ritornello “Soul Dracula”, frammischiato ad un coretto femminile che intona “Terror on the dance floor” e mixato con le urla della folla di un qualche concerto rock. Assurdo! Pur tuttavia ritmicamente capace di coinvolgere maggiormente del precedente singolo Soul Dracula, rispetto al quale risulta musicalmente più ricco anche se un po’ ripetitivo. Sul lato B di questo singolo, il terzetto tedesco ci vuole nuovamente terrorizzare con la scemissima, fin dal titolo, Baby Frankie Stein: bel pezzo di Eurodisco sostenuto da fior di orchestra di violini, su cui si innesta un caldo vocione maschile che duetta con il coretto femminile un po’ isterico. Ma i Soul Dracula non si accontentano e riescono a mettere assieme persino un concept album a tema horrorifico: Dracula and C° (1977), distribuito con il titolo Disco Dracula negli Stati Uniti, racchiude le hit già pubblicate più altri brani in tema dai titoli esplicativi: Even Vampires Fall in Love, Dracula Goes Dreamy, Sex Me e Blackmail. Dopo il 1977 del trio non si sa più niente: gli Hot Blood rientrano nelle loro bare per lasciare spazio alla nascente dark wave britannica!

Diabolic Soul Invention - Mephisto

Diabolic Soul Invention Mephisto

Favolosamente geniale e delirante è Mephisto dei Diabolic Soul Invention, alter ego estemporaneo adottato dalla Fantastic Soul Invention per produrre solamente questo disco. Lo stesso gruppo è infatti già responsabile di una versione disco del primo movimento della Quinta Sinfonia di Beethoven e di altri saporiti brani funky del medesimo periodo. I “Fantastic” incidevano per la più “prestigiosa” Green Light, mentre i “Diabolic” per la Music Power. Assolutamente cult, questo 7”, che esibisce un volto demoniaco che ci fa le linguacce in copertina, è più da ascoltare con commosso coinvolgimento che da ballare con appassionato trasporto e spicca nel filone come masterpiece più per il suo perverso fascino diabolico che per la sua originalità. Una voce baritonale, dall’indefinibile accento esotico (jive-transilvanico?) ci accoglie con un roboante: “HA HA HA! MEPHISTOOO!”, ed esorta una tizia dalla voce sensuale a consegnargli la sua anima: “I want you, I want you, I gotta have your soul…”. Lei sulle prime resiste: “No! No! No! Live me alone…”, per poi cedere inesorabilmente alle brame del satanasso: “I’ll give you my soul…”, e permettere così al mefistofelico figuro di reclamare le anime di tutti i mortali: “This is all I would take: all the souls of all the mortals…”. Prego soffermarsi sul sottile, quanto raffinato, gioco di parole soul (anima)/soul (genere musicale), ribadito anche nelle note di copertina che recitano testualmente “‘SOUL’ for discotheque!” Sul retro la non meno assurda Magic Mandrake.

Johnny Wakelin - Dr. Frankenstein's Disco Party

Johnny Wakelin Dr. Frankenstein’s Disco Party

Ormai il filone, abbandonato il vampiro di Bram Stoker, sembrerebbe aver preso la strada del mostro di Mary Shelley, se persino il grande Johnny Wakelin, già celebre per il suo prodigioso In Zaire, si aggiunge al genere con la spettrale Doctor Frankenstein’s Disco Party. La copertina deturna una serie di classiche icone dell’horror, tra cui Vampirella, trasformata in una danzereccia biondina in hot pants e stivaloni zeppati blu. Al suo fianco i vari gouls dell’Olimpo horror hollywoodiano: Dracula, l’Uomo Lupo, la Mummia e anche un non ben identificabile scimmiotto verde in canottiera e jeans, con in testa una parruccona rosso-Biscardi (King Kong?). Anche la creatura di Frankenstein è stata rimodernata: sotto la classica giacca down-size indossa una T-shirt rossa e un paio di stivaloni fucsia a stelle gialle e blu e ora fa il dj (anzi, il “deejay!”). Doctor Frankenstein’s Disco Party è puro funky disco, ben arrangiato e ben ritmato, contornato dalla voce di Wakelin che ci cattura e ci trascina sul dance floor per ballare assieme al simpatico mostrone gli ultimi giorni della disco.

Gerry Bribosia - Dracula Disco

Gerry Bribosia Dracula Disco

Si ritorna al conte transilvanico assetato di sangue con Gerry Bribosia, produttore discografico canadese, al contempo in duo con Jerry De Villiers nei Montreal Sound e in molte altre formazioni canadesi dell’epoca, che, sempre nel 1977, se ne esce con il suo personale contributo al genere. Dracula Disco è un tipico brano di un genere disco dai risvolti quasi easy listening (l’orchestra di violini in gran pompa, ricorda vagamente le grandi orchestre di musica lounge coeve), con coretto femminile che ripete il ritornello “Dracula Disco”. Su tutto questo Gerry intavola un gran monologo in francese in cui interpreta un conte Dracula ospitale e chiacchierone. Ancora una volta il brano ricorda moltissimo l’idea originale avuta dagli Hot Blod, non fosse che questo vampiro logorroico più che spaventoso è stressante!

The Vamps - Disco Blood

The Vamps Disco Blood

Il conte Dracula comincia però a farsi dei nemici, e il morigerato professor Abraham Van Helsing, irriducibile nemico della discomusic, ha cominciato a a dare la caccia al vampiro transilvanico, che è così costretto a fuggire, volando di notte sotto forma di pipistrello, fino al lontano Brasile! È infatti sotto i panni di The Vamps, band disco brasiliana, che ritroviamo incarnato l’immortale spirito della Horror Disco. Si tratta presumibilmente di un’altra formazione estemporanea, esistita al solo scopo di incidere il singolo Disco Blood: brano per lo più strumentale, in cui ritroviamo tutti i canonici ingredienti della discomusic ben miscelati tra loro: basso funky, violini, bongo, coretto femminile, che ripete instancabilmente il ritornello “Disco, Disco, Disco Blood” e che si alterna a quello maschile e baritonale che invece intona l’alternativo ritornello scary, irrinunciabile in questo filone: “I’m you vampire, I’m your blood, gimme gimme gimme your blood!”

Però il vampiro si manifesta per una sola volta: è l’istinto dell’animale predato, il professor Van Helsing gli sta alle costole ed ha provveduto ad appuntire ben bene la puntina del suo giradischi, così da conficcarla diritta nel cuore dell’horror disco! Infatti, così come il fenomeno è comparso, nel bel mezzo della notte, altrettanto improvvisamente scompare: dopo il 1977, infatti, non si registra più nessun altro reperto attribuibile al filone.

Love Connection - Hot Blood

Love Connection Hot Blood

Ma il voivoda di Valacchia è capace di risorgere anche dopo anni di quiescenza, e tardi echi dell’Horror Disco si possono udire ancora negli anni ottanta quando i Love Connection, con un esplicito richiamo ai fondatori del filone, pubblicano il singolo Hot Blood. Lo stile è sensibilmente differente, molto più anni ottanta (è più simile al genere degli Imagination), ma il vocione basso del “mostro” di turno (ovviamente il solito vampiro transilvanico) non può mancare a spaventare con la sua risata diabolica i ballerini che si stanno scatenando sulla pista della discoteca: “Burn! Woman, burn!”.

Siamo oltre: la discomusic è finita da un pezzo, ma Dracula è duro a morire e quando si crede di averlo sconfitto definitivamente, risorge sempre nel film successivo per azzannare altre gole pulsanti di sangue fresco!

Discografia essenziale della Horror Disco

1975
Jimmy Castor Bunch Dracula (7” – 1975)
Hot Blood Soull Dracula (7” – 1975)

1976
Monsieur Gorageur Sexy Dracula (7” – 1976)
Ralf Nowy Rock’n’Roll Vampire (7” – 1976)
Red Blood Soul Frankenstein (7” – 1976)

1977
Diabolic Soul Invention Mephisto (7” – 1977)
Gerry Bribosia Dracula Disco (7” – 1977)
Hot Blood Terror on the Dance Floor (7” – 1977)
Hot Blood Dracula and C° (LP – 1977)
John Wakelyn Dr. Frankenstein’s Disco Party (7” – 1977)
Red Blood Soul Dracula (7” – 1977)
Red Blood Dracula Disco (7” – 1977)
The Vamps Disco Blood (12” – 1977)
The Vamps Disco Blood (LP – 1977)

1982
Love Connection Hot Blood (7” – 1982)

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