Pubblicato da: F.C.N. | 7 agosto 2012

Quelli belli… siamo noi

Quelli belli... siamo noi

La locandina del film

Quelli belli… siamo noi è un film del 1970 diretto da Giorgio Mariuzzo, che vede come sceneggiatore Fiorenzo Fiorentini (il Claudio Nesti di Pairigi o cara?! Ma che ci fa lì?!), in combutta con Gino Lavagnetto e lo stesso regista, nessuno dei quali ha avuto a che fare con i musicarelli prima di allora. Il film è tuttavia costruito sul classico scheletro dei musicarelli degli anni sessanta: lui e lei si conoscono e si innamorano; i due si separano; i due si riuniscono. Su questa esile struttura sono stati edificati molti dei musicarelli precedenti, tutti quelli che vedono protagonisti Al Bano e Romina Power, ad esempio. Il genere negli anni settanta si evolverà e la storia diverrà più intimista, introspettiva, un’esplorazione dell’io del protagonista, il cantante di successo sulle cui hit viene modellato il lungometraggio. Ma qui, nonostante siamo già nel 1970 (anche se il film è stato presumibilmente girato nel ’69), ci troviamo ancora dentro al fenomeno, culturalmente e spiritualmente, del quale il film rappresenta l’ultimo fuoco fatuo: bisogna aspettare ancora qualche anno perché i temi ingenuotti che hanno caratterizzato film similari per tutti i sessanta, basati su storielle romantiche destinate a durare per l’eternità, lascino il posto a tematiche più oscure e mature. Il “lui” della storia in questo caso è Maurizio Arcieri, ex New Dada e futuro Chrisma/Krisma, all’apice del successo come cantante solista e “bello” e al suo unico film interpretato in quella fase (lo ritroveremo nuovamente nella veste di attore cinematografico solamente nel 2003, in una parte all’interno del film di Franco Battiato Perduto amor). La “lei” invece è nientemeno che Orchidea De Santis, futura star del cinema sexy all’italiana, particolarmente devota al genere decamerotico. Di contorno una pletora di attori già celebri o con un avvenire di notorietà incombente: tra questi soprattutto un’irriconoscibile Loredana Bertè in caschetto biondo nella parte di Silvia, la ragazza con cui Maurizio esce per una sera quando rompe con Orchidea De Santis. Coinquilini del protagonista Carlo Dalle Piane e Ugo Fangareggi, due volti caratteristici del cinema italiano di quegli anni, con cui gioca ironicamente il titolo del film. Il resto del cast è costituito interamente da attori comici: Carlo Dapporto, Elsa Vazzoler, Ric & Gian, Lino Banfi, Isabella Biagini.

Carlo Dapporto e Isabella Biagini

Carlo Dapporto e Isabella Biagini

Quest’ultima appare in una comparsata un po’ maltrattata dalla sceneggiatura perché non bene sviluppata e piantata a metà strada sul finale del film: è Fiore Castrosalvo, la nipote, siciliana, di “Gino”, il barbiere padre di Elisabetta (Orchidea De Santis). Costei si presenta agghindata esattamente come Monica Vitti nel capolavoro di Mario Monicelli La ragazza con la pistola in un’evidente citazione: non solo il look è un rimando ad Assunta Patanè, ma la sua personale storia d’amore rimanda in modo parodistico alla storia alla base del film di due anni prima, solo che “l’affronto” subito dalla giovin Castrosalvo si può riassumere in una critica dell’ormai ex fidanzato nei confronti della qualità della dote, che lo zio vorrebbe prontamente lavare nel sangue. La Biagini, inoltre, pare non possa essere presentata nel film senza farle fare almeno un’imitazione: eccola allora dal parrucchiere effeminato e dall’accento francese, a rifarsi il look: ancora una volta si vuole citare la trasformazione che subisce Assunta Patanè nella Gran Bretagna degli anni sessanta: da bruna con la lunga treccia e dall’abito nero, eccola sfoggiare una folta capigliatura di boccoli biondi. Isabella Biagini ne approfitta per prodursi in un’imitazione di Mina: accenna una parodia di Sacumdì Sacumdà, retro del singolo Zum Zum Zum sempre del 1968, e conclude la mutazione divenendo da personaggio a interprete, trasformandosi nella sexy e scollata biondona che lo zio “Gino” non riconosce nemmeno (anzi, le dà implicitamente della donnaccia).

Loredana Bertè

Loredana Bertè

Il film è sconclusionato e la trama, un po’ raffazzonata e assemblata alla buona per produrre un instant movie sulla scia del successo di alcuni singoli di Maurizio Arcieri, è riassumibile in poche righe. Maurizio (Maurizio Arcieri) è il giovin meccanico al soldo del suo capo, Domenico Fronzetti (Lino Banfi, attore che, dopo i primi minuti della pellicola, sparisce improvvisamente e inspiegabilmente), che ha aspirazioni di cantante. In officina conosce fortuitamente la bella Elisabetta Castrosalvo (Orchidea De Santis), figlia del barbiere Luigi detto Gino (Carlo Dapporto), che ha la sua auto d’epoca in riparazione proprio dal Fronzonetti. Elisabetta si presenta sdraiata sul sedile posteriore della vettura e la futura star della commedia erotica all’italiana fa presagire le sue interpretazioni di là da venire, apparendo in questa posa già molto sexy.
Maurizio cerca così l’occasione per rivedere Elisabetta nonostante il padre siciliano possessivo (ma non troppo). Se ne innamora e imbastisce con lei una storia destinata al fidanzamento, non fosse che il padre l’aveva già promessa, fin dalla culla, a un cugino corregionale. Nel frattempo Maurizio, grazie al solito concorso, viene ingaggiato da una balera dove viene pagato per suonare e qui, durante una sua esibizione, fa amicizia con Silvia (Loredana Bertè), con la quale flirta per una sera per “vendicarsi” di Elisabetta che lui crede partita per la Sicilia, per fidanzarsi con il promesso sposo. Elisabetta invece scopre i due e non ne vuol più sapere del bel Maurizio (ma Silvia sarà subito scaricata e lei si consolerà con Johnny Sax).
Niente sesso, per carità! Nemmeno un bacetto: Maurizio e Silvia escono solamente assieme! In questi film edulcorati, lontani mille miglia dalla realtà e dalla Rivoluzione Sessuale in atto in quegli anni, il sesso non viene neanche sfiorato e innocentissime uscite serali diventano il pretesto per separazioni drammatiche!
I coinquilini bohémien di Maurizio, il pittore/vetrinista Carlo (Carlo Dalle Piane),  e il cuoco/fornaio Ugo (Ugo Fangareggi), faranno di tutto per rimettere assieme i due che non ne vogliono più sapere l’uno dell’altra. Ci riusciranno nel finale quando Maurizio verrà premiato per la canzone Elisabeth, composta sulle parole di “Gino” Castrosalvo: a ritirare il premio e a baciare il cantante andrà Elisabetta, in vece del padre. Fine.

Maurizio Arcieri

Maurizio Arcieri

Ah, da notare come il nome della protagonista, Elisabetta, sia stato scelto proprio per incastrarci una canzone di Maurizio allora di gran voga: Elisabeth, appunto. Ed è forse l’unica fatica fatta dagli sceneggiatori per combinare le canzoni dell’ex New Dada con la trama, mentre la celeberrima Cinque minuti e poi…, viene maldestramente “bruciata” prima ancora dei titoli di testa, quando la si poteva impiegare più abilmente inserendola nella trama, ad esempio nel momento della separazione dall’amata, e non serviva neanche troppa fantasia… Forse era troppo costoso per la produzione il “jet che partirà portandoti via da me”? La canzone viene così sprecata per costruire un vero e proprio videoclip, un inutile prologo in cui Maurizio saluta una bruna dalla lunga capigliatura che lui accompagna all’aeroporto, per allontanarsi dalla sua vita prendendo un aereo: chi diavolo è costei? Boh! Come “tema della separazione” viene invece utilizzata la meno celebre e meno bella Prima estate, il cui testo, comunque, è ben lontano dall’essere vagamente inerente alla trama. Altre canzoni che Maurizio canta nel film, sono: 24 ore spese bene con amore, Ricomincio da zero, L’amore è blu… ma ci sei tu!
Quelli belli… siamo noi
, come detto, è piuttosto catastrofico, messo assieme alla bene e meglio e anacronistico, utilizzando formato, temi e struttura tipici di un filone ormai sorpassato; a tratti i dialoghi sono davvero imbarazzanti; la trama, pretestuosa, in alcuni momenti sprofonda nel ridicolo. Il film tuttavia, forse proprio per questi motivi, rasenta il culto, e una visione (o più) non gliela si può negare, fosse anche solo per le esibizioni di Maurizio. I diritti di trasmissione del film sono detenuti da Mediaset, perciò lo si può vedere facilmente in qualche passaggio televisivo su Rete4 o Iris.

Scheda
titolo: Quelli belli… siamo noi
regia: Giorgio Mariuzzo
sceneggiatura: Fiorenzo Fiorentini, Gino Lavagnetto, Giorgio Mariuzzo
nazione: Italia
anno: 1970

Collegamenti
Scheda su Quelli belli… siamo noi nell’IMDB
Quelli belli… siamo noi in Krisma Music
Quelli belli… siamo noi in La Cineteca di Caino

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