Pubblicato da: F.C.N. | 25 gennaio 2014

Il dissoluto Julia

Copertina del CD-R

Il dissoluto archivio 2001-2002

Parlare degli Esoterico mi riporta indietro di dieci anni, quando gli AbasTour – serie di serate private durante le quali gli abastoriani convenuti a Casa Logic si davano ad esperienze dionisiache danzando freneticamente brani retro-dance – venivano aperti e chiusi dalla visione del video In modo improprio degli Esoterico, che cantavamo tutti in coro avendone ormai imparato il testo a memoria.
Sono infatti passati più di dieci anni da quando mi venne fatto dono dal proprietario di una piccola etichetta indipendente fiorentina la VHS promozionale di In modo improprio, che il gruppo fece circolare tra gli “addetti ai lavori” nei primi anni duemila, nella (purtroppo vana) speranza di farsi produrre un lavoro discografico. La persona che mi fece omaggio di tale piccolo gioiello, e che incoscientemente scartò a priori l’idea di produrre loro un lavoro discografico, non aveva idea di ciò che stava innescando. Appena ebbi modo di visionare la videocassetta ne venni immediatamente rapito, estasiato dalla carica di eccesso, di violenza estetica, di teatralità ambigua che caratterizzava quanto messo in scena: Gianluca Bombini in arte “Julia” – una sorta di incrocio tra Marilyn Manson, Frank-n-Further e Renato Zero – si proponeva in un sordido e ambiguo teatrino sexy degno di un night club di terz’ordine, dove si agitava seminudo strappandosi di dosso un paio di calze a rete smagliate e urlando sguaiatamente “Chi sei? In verità-à-à. L’astratto, l’ambiguità!” Gesti, espressioni facciali, abbigliamento, contenuto e contesto lasciavano allibiti, ma era palese quanto questa non fosse affatto una presa in giro, né tanto meno una voluta ricerca dell’effetto camp o demenziale. Il fascino che emanava quest’opera era dovuto proprio alla serietà con la quale era stata realizzata, poiché il gruppo credeva veramente, attraverso questo video, di promuovere la propria musica.


Dopo una dura ricerca, riuscii alla fine a contattare e conoscere personalmente gli Esoterico, che a quell’epoca avevano aperto un sito Internet oggi scomparso (www.esoterico.info, provate a cercarlo nella Wayback Machine dell’Internet Archive, vi troverete archiviate le pagine dei primi anni duemila), e ad assistere a un paio di loro concerti. Venni così a sapere che gli Esoterico erano una band emiliana originaria di Parma e dintorni formata nel 1995. Il primo nucleo del gruppo ruotava attorno alle personalità di Gianluca Bombini/Julia e Marcello Bertozzi/Marcinkus, e in questa formazione registrarono il demo omonimo Esoterico nel 1995. In seguito entrò nel gruppo il batterista e synth programming Mattia Pescatori/Mathias, che infuse nuova vitalità alla band emiliana, ma nel contempo si allontanò “Marcinkus”. Uscì quindi il secondo lavoro Il folle nel 1997, dai contenuti marcatamente psichedelici (così almeno affermava la loro biografia ufficiale, poiché non ho mai avuto modo di ascoltare i loro primi lavori, se qualcuno li possedesse è pregato di contattarmi). Seguirono vari cambi di formazione che portarono gli Esoterico, una volta ritrovato il chitarrista “Marcinkus”, a produrre nel 2002 il CD-R Il dissoluto archivio 2001-2002, che possiamo considerare come l’apice della loro creatività.
A inizio anni duemila, infatti, gli Esoterico eseguivano una sorta di rock metallico dalle forti contaminazioni dark (ma tentare di inquadrare gli Esoterico all’interno di un preciso genere musicale è operazione quanto mai difficile e controproducente), cantato però prevalentemente in italiano e con una carica glam ambigua ed estraniante. Già il fatto che il cantante, Gianluca Bombini, leader carismatico e forza trainante della formazione, si facesse chiamare “Julia”, fa capire quanto il gioco con il doppio androgino fosse ben presente nelle loro intenzioni.
Il modello di riferimento per “Julia” è chiaramente Maryilin Manson, lo è soprattutto esteticamente, per gli atteggiamenti scenici, per la teatralità, per la maschera ambigua e bisessuale che lo rappresenta. Gianluca Bombini indossa la maschera di Julia così come Brian Hugh Warner indossa quella di Marilyn Manson. Ma ci si ferma qui: il rocker statunitense è solamente un modello di ispirazione, “Julia” non ne è un clone, né gli Esoterico sono una cover band; “Julia”, così come un Little Tony (modello: Elvis Presley), un Riz Samaritano (modello: Fred Buscaglione) o, se vogliamo spingerci più in là, una Lady Gaga (modello: Madonna), non è una “copia” dell’originale cui si ispira, ma un personaggio completamente originale, che produce così una propria forma d’arte ben distinta e personale.
Ma è inevitabile scorgere anche altre contaminazioni e deviazioni probabilmente non volute: l’ostentazione glam, l’inevitabile sentore di eccesso camp, non possono non portare alla mente celebrità che hanno fatto di glitter, teatralità, eccesso e camp il proprio marchio di fabbrica. Osservando il “Julia” di In modo improprio il pensiero non può che andare ad icone della musica italiana degli anni settanta come Renato Zero nel suo miglior periodo glitter; in Mi punirà, può capitare addirittura di dover pensare a Raffaella Carrà. Si possono rintracciare persino precedenti come Sandi Stardust, protagonista di un singolo discografico del 1978 a cavallo tra glam e punk, Vieni fuori (Shady Lady) b/w Hey sì, hey no, che anticipava di oltre vent’anni lo stile e le peculiarità proprie di Julia (e più in generale dello stesso Brian Hugh Warner).

Esoterico

Esoterico

Nella musica degli Esoterico difficilmente possiamo rintracciare il loro modello di ispirazione, cioè il citato Brian/Marilyn. Forse nelle loro intenzioni questa emulazione c’è, ma nei risultati è percepibile solo vagamente. Rientriamo così nella definizione labranchiana di “emulazione fallita” e quindi il risultato potrebbe essere etichettato come “trash” autentico, se, usando questa parolina maledetta, non si rischiasse di finire per venire clamorosamente fraintesi. Infatti, a differenza della accezione più snob e, purtroppo, diffusa che vuole il termine come dispregiativo e sinonimo di “spazzatura” tout court, il “trash” definito da Labranca venti anni fa è sempre a suo modo originale nei risultati, se non nelle intenzioni, ed è quindi sempre invariabilmente affascinante e caratterizzato da una sua propria dignità. Nelle sonorità degli Esoterico ritroviamo molto più facilmente influenze provenienti dai filoni metal black, death e gothic, talvolta industrial, le cui sottili differenze stilistiche che li caratterizzano onestamente mi sfuggono, non frequentando né amando personalmente il genere. Ma la mistura finale è un prodotto decisamente e profondamente individuale, rivelando così gli Esoterico una cifra stilistica personale chiaramente distinguibile.
E se le sonorità, caratterizzate da invadenti tappeti sonori di synth digitale, ruggenti chitarre elettriche effettate, basso cavalcante e batteria martellante, rimandano prepotentemente al metallo nero, i testi sono liriche deliranti spesso oscuramente introspettive: Julia parla principalmente di sesso (In modo improprio è in particolare una lirica pervasa di lussuria), del proprio io interiore (Senza un perché) e del suo doppio (Lo sguardo). In altre parole Bombini nei suoi testi si confronta costantemente con sé stesso in un gioco vanitoso e narcisistico che sconfina nell’autocompiacimento, ma con una poesia capace di reggere il palco della propria autocelebrazione.
Gli Esoterico non sono così il corrispondente emiliano ruspante di Marilyn Manson e Julia/Bombini ha la coscienza di non essere una rockstar (“vorresti essere una superstar, ma sei delusa, mia dolce musa” canta in In modo improprio). Al tempo stesso il gruppo non può appartenere ad un mondo rock anglofono, dal momento che canta in italiano ed è profondamente radicato nella provincia emiliana. Ma, proprio per questo, gli Esoterico si elevano al di sopra, o meglio al di là, del bene e del male, svettando nel loro personalissimo e discutibilissimo stile, su di un panorama rock piatto e uniforme.

Julia

Julia

La loro teatralità si ricollega direttamente a fenomeni del mondo musicale che ci riportano indietro di decenni con la mente, il loro modo di porsi è inoltre volutamente ambiguo: Julia è il doppio di Gianluca Bombini, è il suo alterego, sono due persone differenti (Julia è il personaggio che Bombini diviene sul palco e presenta al mondo come sua maschera) che dialogano tra loro. In In modo improprio questo è quanto mai evidente: è il Bombini che dialoga con Julia, dichiarando il proprio amore/odio nei confronti del personaggio che egli ha costruito ad arte. In Mi punirà questo amore/odio viene portato alle estreme conseguenze dell’autodenuncia e del fallito autolesionismo (“vorrei punirmi, ma non riesco, la vita lo farà, qualcosa lo farà”).
Per questo motivo l’approccio che i più hanno con l’opera degli Esoterico è solitamente di rifiuto in blocco a causa del forte impatto estetico, portato a un eccesso che non è affatto sbagliato definire camp, oppure di denigratorio sfottò. Personalmente, invece, e lo dico con seria convinzione, sono realmente colpito dal loro stile e non mi persuade il fatto che nessuna casa discografica abbia mai preso in seria considerazione l’idea di produrne un disco: con il dovuto management, il loro impatto estetico a tratti disturbante, non avrebbe potuto non attirare l’attenzione, e se abilmente guidati, si sarebbero potuti rivelare un successo discografico o quanto meno mediatico, un po’ come lo sono stati, con le dovute proporzioni, i Sigue Sigue Sputnik (con la differenza che gli Esoterico sanno veramente suonare). Insomma: un’altra occasione sprecata.
Perché no? Chi ha il coraggio di presentare un simile genere musicale (gothic metal ibridato con il glam rock) in italiano e di proporsi in modo così ostentatamente eccessivo, tanto da rischiare di sconfinare, volontariamente o meno, nel ridicolo? Quanti sono gli artisti che oggigiorno sanno esibirsi in un contesto così teatrale, cosa che non era invece inusuale durante gli anni settanta?
E gli Esoterico, o almeno, Gianluca “Julia” Giombini, erano seriamente convinti di ciò che facevano. Non c’era alcuna propensione al “trash” volontario nella loro opera, né alcuna tentazione all’ironia: ciò che suonavano e cantavano lo facevano con serietà e convinzione. Come detto ebbi modo di conoscerli di persona e registrare la loro reale volontà di “sfondare” e farsi produrre da una major. E questo loro atteggiamento, unitamente al loro modo di presentarsi in modo così chiassoso in video che denunciano una certa povertà di mezzi, mi ricordano ora Ed Wood e la sua caparbia certezza di essere un grande regista intento a realizzare delle eccezionali opere cinematografiche, che, incomprensibilmente, non riscuotevano il meritato riconoscimento.
Espressi infatti la mia sorpresa ed il mio entusiasmo davanti ad un’opera tanto clamorosa, tanto stupefacente (qualsiasi significato si voglia dare alla parola), a chi me ne aveva fatto dono, esprimendo la mia incapacità a farmi una ragione del fatto che costui avesse deciso di scartare così a cuor leggero l’idea di produrre un disco, quanto meno un singolo, di una formazione così sorprendente, così delirante e sicuramente originale. Ma il mio entusiasmo non era condiviso allora come non lo è stato in seguito se non dagli abastoriani più autentici.
Il problema della musica italiana, non solo mainstream, ma anche e soprattutto indie, a partire dagli anni novanta, è a mio avviso proprio quello di prendersi troppo sul serio, di non saper provocare anche attraverso l’uso di estremismi estetici e stilistici come quelli utilizzati dagli Esoterico, producendo, così, solamente una musica noiosa, caratterizzata da una insopportabile boria intellettuale, che, tranne le dovute prestigiose eccezioni, rende generalmente il panorama piatto e monotono. Il gusto per l’eccesso e per la teatralità porterebbe quanto meno una ventata di novità, di freschezza, di rinnovamento, anche e soprattutto sapendo mostrarsi ingenuamente così pericolosamente “imbarazzanti”.


Il dissoluto Archivio 2001-2002 rappresenta la summa della musica e dello stile proprio di questa stravagante band emiliana, un CD-R autoprodotto ma comunque realizzato professionalmente e dotato di un packaging dallo stile grafico che contribuisce a renderne sfuggente la classificazione: troppo colorato per poter essere considerato dark, troppo pulito nella grafica e nella scelta dei font per venire giudicato metal, troppo alternativo per essere considerato mainstream, troppo geometrico per poter venire classificato glam.
In apertura troviamo non un brano musicale, ma un video. La prima traccia è infatti rappresentata dall’mpeg Mi punirà, videoclip “ruspante” (sembra girato all’interno di un casolare) e condito di effetti speciali digitali psichedelici, sembra la degna prosecuzione del percorso intrapreso con In modo improprio. Qui Julia appare in gran forma, come divo glam e figura androgina al centro dello spettacolo, affiancato da musicisti che, al contrario di lui, sfoggiano truci parvenze mascolinamente metallare. Ecco il Bombini strabuzzare gli occhi nudo con due candele accese in mano, esibendosi negli abituali sberleffi e smorfie facciali caratteristici della sua maschera Julia, mentre Fearbringer (alis Luca Grandinetti) percuote tumultuosamente il suo basso elettrico agitando i lunghi capelli celato dietro ad una maschera bianca ed inespressiva. Quasi l’antitesi vivente di Julia.
La prima traccia vera e propria del CD è la seguente Il crollo, un brano lento e più poetico, che prende il via sulle note di un pianoforte sintetico, e che ricorda in qualche modo l’opera di Franco Battiato. Forse una citazione voluta? “Il crollo esistenziale delle mie emozioni nasce da superflue perversioni fluttuanti adesso… il moto ondoso instabile delle mie emozioni muore senza soluzioni dentro me stesso…” Bombini si confronta ancora una volta con una esplorazione introspettiva alla ricerca di verità nascoste nel proprio animo e nelle proprie emozioni. Questa Il crollo è ad ogni modo una delle più belle e riuscite canzoni contenute nel CD-R e offerta propriamente in apertura dello stesso.
Passano via senza lasciare troppa impressione i successivi quattro brani in cui lo sforzo creativo sembra aver dato meno frutti rispetto alle altre hit: In senso lato (chitarre distorte, tappeti sintetici e drum-machine quasi techno o EBM, dove il testo “Dipingimi pazzo isterico, fottutamente esoterico” potrebbe rappresentare il motto della band), In fondo ad esso (forse il brano in cui è più marcatamente presente l’influenza mansoniana), Senza un perché (il più interessante tra questi pezzi minori: “E l’occhio sonnolente della notte affascinato dal ronzio vibrante dell’effimero si chiude”), Lo sguardo (ritmiche più elettro-industrial su cui si innesta la poesia del Bombini “vorrei dimenticare quella parte di me che vorrebbe dimenticare tutto di te”).
Dobbiamo arrivare alla penultima traccia per gustare finalmente l’esplosione della teatralità di “Julia” e della strabiliante In modo improprio, di cui, purtroppo, nel CD non ci viene offerta anche la traccia video altrimenti reperibile solamente tra gli addetti ai lavori. Dal brano manca il cappello introduttivo parlato presente nel video e si parte subito con la graffiante chitarra elettrica distorta di Marcinkus. Ed è qui che la maschera trova la sua più ampia e invadente rappresentazione e si interroga sulla propria natura: “Chi sei? In verità-à-à l’astratto, l’ambiguità.” La maschera è al contempo manifestazione dell’io interiore, ma anche sua prigione: “Cado in un baratro senza amore neppure per me. A volte sono libero soltanto se l’io muore dentro me”. E così “Julia” mette in scena la dicotomia tra amore ed odio di sé e della propria vera natura interiore che manifesta attraverso la volontà della maschera che sembra inizialmente prendere il sopravvento: “Volerlo follemente, in modo improprio e poco intelligente, delirante ed in sinuosamente… lei vive”, ma che, dopo la lotta tra io e non io, ne esce definitivamente sconfitta: “Amarti follemente in modo improprio e poco intelligente delirante ed in sinuosamente… lei muore!”
Nell’ultima traccia, Mi punirà, versione audio di quanto offerto nel video, “Julia” mette in atto un processo contro sé stesso, sottoponendosi al severo giudizio di Gianluca Bombini (o viceversa, i ruoli tra persona e maschera possono invertirsi in qualsiasi momento). “Accuso gli altri, ma sono velenoso, sputo sentenze senza pensare”, si autoaccusa Gianluca/Juli, “Il male della vita, della speranza, della coscienza. La negligenza, l’insofferenza, l’incoerenza. È uno schifo, è uno schifo.”, si rimprovera. La sentenza non può di conseguenza che essere severa, e Julia vorrebbe applicarla da solo, “Vorrei punirmi, ma non riesco. La vita lo farà, qualcosa lo farà”.
Usciamo così profondamente turbati dall’ambiguo side-show messo in scena dagli Esoterico, ma soddisfatti sapendo di aver osato varcare la soglia di un mondo parallelo in cui il doppio manifesta il suo disagio esistenziale, rivelando il proprio io nudo, ed esterna la sua nausea nei confronti della mediocrità con un linguaggio estremo, che prende forma nelle smorfie maligne di un  folletto androgino di nome “Julia”.

Esoterico

Esoterico

Infine non possiamo che dar corpo alla domanda che sorge spontaneamente nella mente dopo aver ascoltato il CD del gruppo metal emiliano: che cosa ne è stato degli Esoterico? Il loro sito internet, come detto, si è fermato il 14 luglio del 2003, all’annuncio di una prossima audizione con la BMG di Milano. Ha tutto il sapore di una casa abbandonata nel momento di massimo splendore, con gli abiti ancora appoggiati su di una sedia, la frutta nella cesta a centro tavola e i libri sfogliati sul comodino. Intuiamo così che l’audizione non abbia dato gli esiti sperati, o non abbia nemmeno avuto luogo e gli Esoterico abbiano definitivamente abbandonato ogni tentativo di autopromozione.
Tuttavia su YouTube troviamo ancora tracce della loro attività live a circa metà anni duemila (i video risultano caricati nell’agosto del 2007), quando si sono esibiti in un Transilvania Horror Rock Kafè (probabilmente quello di Bologna), catena di locali e pub notturni dedicati soprattutto ad ospitre eventi live di genere metal, che ha chiuso i battenti già da qualche anno. Qui, abbandonata ogni velleità glam e ogni ambiguità dei primi anni duemila, appaiono come una più comune band gothic metal che canta in inglese, ma, ridimensionata la teatralità, o meglio, portata ad una versione più conforme agli stilemi in voga nel genere, dimostrano di aver perso anche molta della loro originalità, confondendosi così nel mare magnum dei generi in cui si trovano a nuotare, finendo, purtroppo, per affogarvi.
Quasi a sintetico epitaffio di un percorso musicale così sofferto e vissuto sulla nuda pelle del musicista emiliano, su Facebook troviamo la pagina di Gianluca Bombini aperta nel 2010 e poco dopo lasciata al suo destino che si conclude con un laconico “…Al diavolo!”.

Scheda
Artista: Esoterico
Titolo: Il dissoluto archivio 2001-2002
Casa discografica: nessuna, autoprodotto
Anno: 2002
Formato: CD-R (7 tracce audio + video mpeg)

Collegamenti
Playlist Esoterico su YouTube
www.esoterico.info (sito archiviato)
Esoterico in Discogs
Esoterico in flashmusica.it
Il dissoluto archivio 2001-2002 in Discogs
Il dissoluto archivio 2001-2002 in Kronic

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