Pubblicato da: F.C.N. | 1 ottobre 2014

Galaxy Serie Atlantic

Pubblicità da Topolino 123 del 26 agosto 1979

Pubblicità da Topolino 123 del 26 agosto 1979

Apprezzata sia dagli appassionati di modellismo, che dai bambini che la amavano per i suoi soldatini e per i suoi mezzi dell’esercito, la Atlantic aveva nel suo catalogo una vastissima scelta di eserciti, che andavano dai classici marines della II Guerra Mondiale agli antici egizi o romani passando per i personaggi della Rivoluzione d’Ottobre (con Lenin che incita il popolo russo dal palco), della Marcia su Roma o di Adolf Hitler e le sue camicie brune (serie che, neanche a dirlo, suscitarono qualche lieve polemica). La Atlantic aveva così il pregio di insegnare un po’ di storia a noi bambini svogliati e poco studiosi, istruirci sulla foggia di costumi e divise e, perché no?, impartirci persino un po’ di storia alternativa che a scuola non ci veniva raccontata (la Rivoluzione Russa).
Non si trattava insomma dei soliti soldatini di plasticaccia sbavata che si trovavano in bustone da 100 lire, e neppure di sofisticatissimi modellini da assemblare con la pazienza di un certosino in diorami iperealisti, bensì di una squisita via di mezzo, che oltre a divertire, ci insegnava giocando (senza tra l’altro che noi ce ne rendessimo conto: non c’è niente di peggio che cercare di far fare un gioco istruttivo ai bambini quando loro lo sanno).

La Galaxy Serie dell'Archivio

La Galaxy Serie dell’Archivio

Ma non solo questo: la Atlantic ebbe il coraggio di produrre una bellissima serie di action figure spaziali. Una mini serie di fantascienza di plastica colorata un po’ più grande dei soldatini, ma più piccola dei Big-Jim o dei Mego, della dimensione pressapoco dei successivi (e orripilanti) Masters of the Universe. La serie si chiamava Galaxy Serie e volendo poteva essere benissimo colorata: la Atlantic nelle sue pubblicità proponeva la serie sia al naturale, sia, disegnata, con una proposta su come potevano essere colorati, ma soprattutto sulle immagini delle confezioni dei personaggi “sparanti”, apparivano stupendamente colorati. La scelta comunque rimaneva alla fine completamente libera.
I miei li colorai già negli anni ottanta con smalti a diluente da modellismo e li ho ricolorati successivamente, negli anni novanta, con colori per modellismo acrilici a base acquosa (il risultato è un opaco particolarmente adatto a miniature di personaggi tratti dai manga o appunto figure aliene come queste).

Zephton

Zephton

La prima serie uscita comprendeva 4 figure: Sky-Man, l’uomo, un po’ ridicolino, poiché piegato sulle ginocchia in una posa quasi scimmiesca, e il suo fedele robot Humbot, inossidabile (dal momento che nel vuoto cosmico non c’è ossigeno, i metalli non posso arrugginire) coppia “buona” a cui si contrapponevano un brutto rospaccio alieno verde di nome Zephton e il suo androide e Dynatlon. A questa prima quaterna che apparve anche venduta assieme in un gioco da tavolo, si aggiunse ben presto la bella Sky-Girl, compagna di Sky-Man con cui faceva sesso e a cui aveva già dato un figlio che portava con sé sulle spalle in un fagotto preistorico-futurista. Sky-Girl indossava un paio di pantaloni aderenti a vita bassa sormontati da un cinturone, un top che le lasciava intravvedere le tette e un copricapo via di mezzo tra una tiara papale e una corona dell’Antico Egitto.

Negli anni successivi si aggiunsero altri gadget al già elevato numero di oggettini contenuti nella scatola di ogni personaggio (Sky-Man ad esempio era corredato di mantello, un enorme cascone da far invidia a quello di Lord Darth Vader, un fucile, uno zainetto con bombola e altri oggettini), arrivarono così le cavalcature aliene e le astronavi, tra cui il Falcon di Humbot, lo Skorpion di Sky-Man e la Supercar Interceptor. Infine vi si aggiunsero anche altri due personaggi che risultano oggi di una rarità cosmica, Sloggy, una sorta di uomo-lumaca, e Hypnos, un uomo-formica alieno. Da che parte stavano? Con Sky-Man o con Zephton? Chi lo sa. Probabilmente con chi li pagava di più!

Dynatlon spara missili

Dynatlon spara missili

Purtroppo dopo questa serie la Atlantic fallì e dovette chiudere i battenti. Qualcuno suggerisce che fu proprio la Galaxy Serie a far fallire la fabbrica di giocattoli. Un po’ come accaduto per il Big-Jim: una volta imboccata la strada “spaziale”, in un periodo in cui trionfavano i cartoon robotici e i personaggi epico-fantascientifici come He-Man, i giocattoli entravano in un vicolo senza uscita. La Atlantic poi era amata per le sue serie militari e storiche, e questa nuova serie pare non piacesse né agli appassionati di modellismo o ai collezionisti che la trovavano un po’ ridicola, né, pare, ai bambini, non ispirandosi neppure a nessuna serie televisiva o film. Tuttavia ha saputo ritagliarsi un piccolo spazio nella storia dei giocattoli di fine anni settanta e  noi all’Archivio ne abbiamo da sempre subito il fascino alieno.

GALLERIA


COLLEGAMENTI
Sito dedicato alla Galaxy Serie
Galaxy Serie su Wikipedia
Galaxy Serie in Je suis Superman (in francese)

Pubblicato su Abastor #25 – Fanzine no-age portatrice di allegro disimpegno – Settembre 1999  (riveduto, corretto e aggiornato ottobre 2014)

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