Pubblicato da: F.C.N. | 10 giugno 2016

#Rettore

#RettoreLe risorse della mia memoria sono limitate: sono multitasking solo in parte. Negli ultimi tre anni sono stato preso dalla stesura di Orgasmo Song. Ho perciò trascurato qualsiasi altra lettura non strettamente inerente alla mia ricerca.
OK, è anche vero che sono piuttosto pigro quando si tratta di leggere e impiego spesso più del necessario per portare a termine una qualsiasi lettura. Non ci posso fare niente: alle medie mi obbligavano a leggere romanzi noiosissimi, che non riuscivo mai a concludere. Finivo così per inventarmi un riassunto basandomi sulle note di copertina quando si trattava di renderne conto agli insegnanti (tutto vero).
Non sono cambiato poi di tanto: ancora oggi m’inceppo quando si tratta di affrontare un libro di narrativa, preferendo dedicarmi alla lettura di saggistica. Sono infatti principalmente i libri di non narrativa quelli a catturarmi e coinvolgermi a tal punto da tenermi sveglio fino a notte fonda totalmente assorbito dal loro mondo e da quanto hanno da raccontarmi.
Un caso di lettura che ha sortito questo effetto su di me è #Rettore Magnifico Delirio, il biolibro (nel senso che è una biografia, non che è biologico) scritto da Gianluca Meis. E mi dispiace non essere riuscito a parlarne alla sua uscita nel 2014, ma vivo in perenne differita rispetto alla realtà. Ciononostante sono riuscito a dedicargli una puntata del Laboratorio del Professor Odd, una di quelle che considero tra le meglio riuscite, per di più. Un libro simile, la prima biografia ufficiale su Donatella Rettore, è testo che per giunta interessa certamente la platea abastoriana. Perciò, seppure in drammatico ritardo, eccovene la mia recensione.

Donatella Rettore negli anni Settanta

Donatella Rettore negli anni Settanta

Gianluca Meis è una di quelle persone curiose, indagatrici, attente a fenomeni pop e culturali che sfuggono alla banalità. Un ricercatore quindi, che sa guardare dove gli altri non guardano e che per questo motivo fa parte della famiglia allargata degli abastoriani fin dal periodo di Abastor Oddzine, per cui scrisse di camp e altre storie. È per tale ragione che gli ho affidato la postfazione di Orgasmo Song, dove tratta della storia della Rivoluzione Sessuale, argomento strettamente connesso alla nascita del fenomeno dei “pornodischi”.
Nella vita di Gianluca Meis, Rettore ha avuto un ruolo predominante, una sorta di guida spirituale che lo ha tenuto virtualmente per mano indicandogli la via fin dalla sua più tenera infanzia. Rettore è comparsa all’improvviso con le sue canzoni a gettare una luce sul suo cammino, mostrandogli la strada di mattoni gialli che porta all’incantato mondo della pop music. È la Rettore dei primi anni Ottanta quella che seduce Meis tanto da portarlo a dichiarare a parenti insistenti che l’unica donna che avrebbe voluto sposare non poteva essere che lei: l’incantevole regina del punk lamette, del suicidio rituale con una puntina di giradischi, del glitterato mondo del bisturi perfetto, la domatrice di un improbabile kobra, che, come ben sanno tutti, “non è un serpente, ma un pensiero frequente che diventa indecente”.

La Rettore lamette punk sulla copertina di TV Sorrisi e Canzoni

La Rettore lamette punk su TV Sorrisi e Canzoni

Quando, nel lontano 1986, mi convertii al punk, dopo un’infanzia allietata da easy listening, discomusic e sigle di cartoni animati e una prima adolescenza snob in cui ascoltavo quasi esclusivamente musica classica e lirica, uno dei miei riferimenti culturali fu proprio il punk lamette di Rettore.
OK, vi racconterei una bugia se non ammettessi che la conversione avvenne dopo la comparsa sul piatto del mio giradischi di vinili quali Never Mind The BollocksDamned Damned DamnedGravest Hits, ma, una volta che mi si furono rizzati i capelli in testa e le mie cinture si furono riempite di borchie, non potei che guardare a chi, come Rettore, del punk sapeva cogliere gli aspetti più estremi coniugando, con una buona dose di sana ironia, il motto no future con il suicidio rituale giapponese di Kamikaze Rock ‘n’ Roll Suicide o di Lamette. Tanto che fondai una sorta di “kollettivo”, di cui ahimè ho scordato l’originale denominazione, intitolato proprio al lamette punk.
Se di questi miei trascorsi non ve ne importa niente, non potrete invece non venire sedotti dalle note autobiografiche di Gianluca Meis, dove racconta della sua illuminazione all’apparizione di Santa Donatella, che fanno da introduzione alla biografia della Rettore della quale ci viene qui narrata l’evoluzione artistica e umana.

Rettore sofisticata dark lady

Rettore sofisticata dark lady

Originaria di Castelfranco Veneto, città fortificata della provincia di Treviso a cui è ritornata dopo aver vissuto nelle metropoli italiane, Rettore ha iniziato come cantautrice impegnata, divenendo da subito popolare in Germania, dov’era amata e venerata durante gli anni Settanta. Ritornata in Italia, a fine anni Settanta e primi anni Ottanta, diviene estremamente popolare grazie a uno stile personalissimo, capace di coniugare new wave, pop e rock con una punta di ironia e una nota di teatralità e gusto per l’eccesso che ne hanno fatto una icona riconoscibile e originale.
Testi criptici, sottilmente allusivi, che costringono l’ascoltatore a spingersi in profondità per carpire il senso di ciò che vuole dirci fra le righe, come avviene in Splendido splendenteGaioBenvenuto (canzone pericolosamente allusiva che viene censurata dalla Rai), KobraDonatella (uno dei primi e più riusciti esempi italiani del revival two tone ska), Lamette, ecc.
Ma ridurre la carriera di una cantante come Rettore a questa sola sua fase appariscente e “cotonata”, sarebbe sbagliato. Riscritta la sua immagine nella successiva fase CGD (che tocca il suo apice con l’incantevole Io ho te), Rettore non “scompare” dalla musica italiana, come invece vogliono far spesso credere i media. Semplicemente viene ignorata, proseguendo attivamente nella produzione di musica, così da regalarci ancora tante altre incantevoli canzoni fino ai nostri giorni. Basti pensare alla bellissima Son Rettore e canto o ai più recenti album FigurineCaduta massi.
Meis ci racconta tutto questo e molto di più, grazie a indagini approfondite nella stampa musicale e nelle fanzine dell’epoca della fase più glitterata di Rettore, integrando il testo con numerose interviste a persone coinvolte nella carriera della cantante o ad essa correlata, terminando il racconto con l’intervista che ha dato origine a tutto. Intervista nata da una telefonata, che l’autore ama ricordare per la risposta ricevuta da Rettore e che ci trasmette, in poche parole, tutto il senso di una vera Diva fuori dagli schemi, tale anche quando va a fare la spesa.

“Pronto Rettore? Mi chiamo Gianluca Meis e voglio scrivere un libro su di te.”
“Ok ma dimmi presto, bambolo, che sto facendo la spesa.”

Scheda
autore: Gianluca Meis
titolo: #Rettore. Magnifico Delirio
editore: VoloLibero 
collana: Biografie Musicali
anno: 2014

Collegamenti
#Rettore. Magnifico Delirio su VoloLibero Edizioni
#Rettore. Magnifico Delirio su Google Books

 

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