Pubblicato da: F.C.N. | 29 novembre 2016

Mego

Catalogo MegoUn popolo ha bisogno di miti, di eroi, di semi divinità in cui riconoscersi, verso cui lanciare preci e invocazioni. Gli americani – intesi come cittadini degli Stati Uniti d’America – si sa, hanno una storia troppo breve alle spalle, e privi di un periodo classico e di un medio evo, mancano una mitologia classica e di eroi armati di spada, scudo ed elmo, che si ergano a difensori contro il Male. Non bastano certo i “padri fondatori”, caricati del culto ancestrale degli antenati, necessitano eroi avvolti da un’aura mistica: guerrieri virili, muscolosi, invincibili e immortali.
Ecco così che, a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, nascono figure paragonabili a un Ercole, un Ulisse, un Orlando Furioso, miti da raccontare ai ragazzi e le cui avventure nascondano una morale e un insegnamento, ma che siano anche una fonte di ispirazione per quei giovani da sacrificare al fronte di lì a poco: i supereroi dei fumetti.
Queste figure, più i personaggi di film e serie televisive, rappresentano per il popolo statunitense (e occidentale in genere) quello che si può definire un vero e proprio culto pagano moderno. Se gli antichi si portavano appresso versioni mignon delle divinità, dei numi tutelari o dei loro antenati, così gli americani, abbisognando dello stesso genere di feticcio, negli anni Settanta si rivolgono per questo scopo alla “più grande compagnia di action figure del mondo”: la Mego Corporation.

Mego dei personaggi Marvel

Mego dei personaggi Marvel

Il fascino che le action figure prodotte dalla Mego sanno trasmettere è suggestivo e squisitamente abastoriano, contrariamente alle più moderne figure snodabili iperrealiste e ipermuscolose. Queste ultime trascendono il valore di puro giocattolo, nascendo già come oggetti da collezione che non potranno accogliere mai lo spirito vitale che solo la fantasia di un bambino sa loro infondere come in piccoli Golem.
I Mego, con i loro corpi completamente snodabili, i loro abitini in stoffa, le loro teste morbide dal design fascinosamente retro, invitano a inventare miriadi di avventure. Nascono come giocattoli ed è unicamente questo fascino a farne ora degli oggetti da collezione, per la stessa ragione per cui il vero collezionista ricerca e colleziona autentiche banconote fuori corso, utilizzate come reale valuta, non quelle finte del Monopoli o della Lega.

È opportuno precisare però che cosa sia esattamente una action figure: con tale termine si definiscono tutti quei giocattoli aventi fattezze antropomorfe – umane, animalesche o androidi – con terminazioni snodabili: action, perché in grado di muoversi, figure, perché “personaggio” (dei fumetti, della tv, del cinema eccetera). È stata la Hasbro negli anni Sessanta che, per distinguere il pubblico a cui era destinato il suo G.I. Joe, ha coniato il termine. I maschietti si sarebbero rifiutati di acquistare delle action dolls (bamboline snodabili come la Barbie)! La differenza tra i due termini è infatti puramente di genere: le action dolls sono destinate alle femminucce, mentre le action figure sono destinate ai maschietti, ma le due definizioni sono pressoché sinonimiche.
Il termine Mego, così come i nomi commerciali Big Jim o Barbie, è oggi spesso usato a sproposito per definire tutte le action figure comprese tra i 6” e i 9” di altezza (lo standard Mego era di 8”, ma non mancano figure di altri formati) e con vestiti di stoffa: è il destino inevitabile dei prodotti di successo come l’aspirina o lo scotch, una volta marchi che definivano un determinato prodotto realizzato da una sola ditta, oggi passati a definire quel tipo di prodotto, realizzato anche da altre ditte.

 

STORIA

Tipico giocattolo Mego destinato ai Dime Store

Tipico giocattolo Mego destinato ai Dime Store

I primi anni
La storica casa di giocattoli newyorkese venne fondata da David Abrams nei primi anni Cinquanta. La leggenda vuole che il nome Mego (una volta per tutte, si pronuncia “miigo”, non “mègo”!) derivi dal lamento infantile che il figlio più giovane di David Abrams, Howard, era uso emettere quando il padre partiva per affari: volendolo seguire ripeteva “me go too” (“vado anch’io”), da cui, appunto “Mego”.
La Mego era un’azienda a conduzione famigliare: a capo della ditta negli anni d’oro c’era il figlio di David Abrams, Martin, un capace uomo d’affari e perfetto venditore, in grado di ascoltare i desideri dei bambini, seppure non un creativo: le idee erano frutto di un valido team di collaboratori, ai quali il dirigente della Mego lasciava ampio spazio di manovra e libertà di inventiva.
Nei primi anni la Mego distribuiva esclusivamente giocattoli economici e anonimi, che importava dall’Estremo Oriente e che vendeva a meno di un dollaro nella catena dei Dime Store (da dime, la moneta da 10 centesimi di dollaro, i nostri negozi da “tutto a un euro”). Giocattoli di tutti i tipi, soprattutto macchinine e attrezzature giocattolo educative, spesso imitazione di ninnoli più celebri e costosi. Privi di alcun marchio distintivo o di data di produzione, riportavano soltanto la generica dicitura “Made in Hong Kong”.

La prima action figure della Mego, Action Jackson

Il periodo d’oro
Con l’avvicendamento nel 1971 del direttore della compagnia, la Mego cambiò radicalmente e coraggiosamente obiettivo, decidendo di puntare tutto su action figure originali e di buona fattura. La prima creatura snodabile della Mego fu un nuovo giocattolo ispirato al popolare (in USA) G.I. Joe Hasbro: un bambolotto destinato ai maschietti a cui far vivere straordinarie avventure, cui s’ispirerà anche il Big Jim Mattel. Nacque così Action Jackson.
In quel periodo le action figure riscuotevano un certo successo e tutte le ditte di giocattoli ne producevano di ogni genere e tipo. Action Jackson ra un vero e proprio ibrido tra quelle a cui si ispirava, riassumendone le caratteristiche militaresche e avventurose con un corredo di abitini da far invidia a entrambe. Il suo successo commerciale incoraggiò la Mego a intraprendere una strada che le altre grosse case di giocattoli avevano pensato di percorrere se non in rari casi, ossia quella dei personaggi ispirati a serie televisive, film e, soprattutto, ai supereroi dei fumetti. Lo stesso Action Jackson era ispirato al giocatore di pallacanestro Phil Jackson, di cui David Abrams era un fan entusiasta, seppure non ne fosse la action figure ufficiale.

Superman Mego corpo 2

La prima serie di Action Jackson vendette qualcosa come 2 milioni e mezzo di pezzi, tuttavia la seconda tiratura non ricevette sufficienti ordinazioni e questo venne considerato un fallimento. La compagnia, convinta dai suoi dirigenti che ai bambini sarebbe piaciuto di più giocare con i personaggi dei fumetti, decise allora di acquistare i diritti (50.000 dollari per ogni personaggio) così da potere produrre i World Greates Superheroes, i popolari supereroi della DC Comics. Riciclando i corpi degli Action Jackson invenduti, nacquero quindi i primi Batman, Superman, Robin e Aquaman.
I supereroi aprirono la strada a un successo sensazionale per la Mego, che iniziò a produrre le action figure più impensabili e a promuoverle con colossali party: per lanciare i personaggi di Star Trek (serie classica) vennero ingaggiati gli stessi William Shatner (Captain Kirk) e Leonard Nimoy (Mr. Spock) che, assieme al vicepresidente della compagnia, Neil Kublan, firarono gli Stati Uniti in lungo e in largo per presentare i bambolotti in catene e negozi di giocattoli, con un cachet di 500 dollari ad apparizione. Per il lancio della serie de Il mago di Oz, Martin Abrams volle strafare e affittò addirittura la sala da ballo del Waldorf Astoria di New York, dove vennero ospitati gli attori del film sopravvissuti e un migliaio di grossisti: l’operazione costò alla compagnia la bellezza di più di 50.000 dollari! Martin Abrams portò così in pochi anni la Mego, una delle industrie di giocattoli più “povere” e sconosciute, a diventare la sesta compagnia di giocattoli americana.

La casa di giocattoli newyorkese non riscosse successi solamente negli Stati Uniti: in Europa era popolare soprattutto in Inghilterra, Francia e Italia, dove distribuiva serie di bambolotti sconosciute negli USA. Per il Regno Unito venne prodotta infatti la serie del Doctor Who, per l’Italia quella dedicata a Tex Willer e per la Francia la bambola di Sylvie Vartan. Nel nostro paese, in particolare, la Mego non distribuiva direttamente i propri giocattoli: era possibile trovarli infatti sotto il marchio Baravelli, prima, e Harbert (celebre per il suo “Dolce Forno”), poi, mentre i Micronauti vennero commercializzati dalla Gig e i soldati della Seconda Guerra Mondiale dalla Polistil. Forse è anche per questo che il termine Mego in Italia suona ai più alieno, ricordando i bambolotti come prodotti delle sue case distributrici.

Darth Vader Kenner del 1977

Darth Vader Kenner del 1977

Il declino
La leggenda vuole che nel 1977 la Mego abbia compiuto un passo falso che le risultò fatale: la 20th Century Fox le propose di acquistare i diritti per produrre una serie di action figure per un nuovo film di fantascienza, ma la Mego non voleva più saperne di fantascienza e, convinta che non potesse esserci alcun futuro per i giocattoli legati a questo genere, rifiutò l’offerta.
Il film in questione era Guerre Stellari e il suo successo ridefinì non solo il cinema di fantascienza, ma anche la produzione di merchandising. I giocattoli ispirati al film, prodotti dalla rivale Kenner, laciarono quest’ultima nell’Olimpo delle case di giocattoli e intaccarono sensibilmente il dominio della Mego sul mercato.
In realtà non fu però questa pessima scelta a portare la Mego al fallimento, né il fatto che acquisì in seguito i diritti per produrre serie di personaggi di altri film di fantascienza che si rivelarono dei flop. Serie queste realizzate grazie agli stretti rapporti esistenti tra i dirigenti della Mego e i proprietari dei diritti, che li cedevano per poco. La creazione di ogni nuovo personaggio, infatti, poteva venire ammortizzata con facilità e i costi riassorbiti con la vendita di un numero di copie del giocattolo relativamente esiguo.

Personaggi Star Trek Mego da 3 3/4"

Personaggi Star Trek Mego da 3 3/4″

Se nel 1982 la Mego dovette dichiarare bancarotta e venire messa in liquidazione – e per quanto le action figure di Guerre Stellari della Kenner avessero sconfitto sul mercato i Micronauti – la vera causa del fallimento fu dovuta ai gusti mutevoli del pubblico. Le action figure non interessavano più i bambini: era l’epoca dell’inesorabile ascesa dei videogiochi, che avrebbe portato i pargoli a disinteressarsi a macchinine o bambolotti. Nello stesso periodo, infatti, altre ditte di giocattoli, quali Knickerbocker, Ideal, HG, furono costrette a chiudere i battenti e lo stesso View-Master attraversò un forte periodo di crisi, passando rapidamente da un proprietario all’altro nel corso di pochi anni.
Fu la fine di un mondo, quello del gioco tradizionale, che implica l’impiego di fantasia, di creatività, un’ampia capacità di sognare universi paralleli. In favore del secondo, quello dei giochi digitali, una mera e passiva abilità nell’utilizzo del joystick, seguendo percorsi obbligati in universi elettronici prefigurati. Inutile dire da che parte stia Abastor, che non trova i videogame stimolanti, né riesce a comprendere l’interesse che suscitano, al contrario delle action figure retro, oggetti affascinanti e deliziosamente collezionabili.
Con la sua fine la Mego lasciò un vuoto nel cuore dei bambini di allora, che, crescendo, si trasformarono in collezionisti. Negli Stati Uniti infatti il collezionismo dei Mego è talmente popolare da aver dato vita ad associazioni e siti internet e a un convegno annuale, il Megomeet, nel quale si ritrovano gli appassionati di Mego di tutto il mondo.

 

Corpo Mego di tipo 2

Corpo Mego di tipo 2

I MATERIALI
La grande idea che permise alla Mego Corporation di produrre velocemente molte differenti action figure, fu quella di riutilizzarne il corpo, in plastica rigida, sostituendone la testa, nel più morbido vinile, e gli abiti, solitamente in jersey o stoffa, così che un fallimento commerciale potesse venire facilmente riassorbito rimettendo subito sul mercato nuovi personaggi senza grossi sprechi di materiali e lavorazione. E non solo il corpo veniva riutilizzato, talvolta anche interi costumi o parte di essi venivano reimpiegati nell’assemblaggio di nuovi personaggi!

Questa strategia non venne decisa a tavolino, ma fu adottata in seguito quasi per caso: i primi quattro World Greatest Superheroes furono infatti prodotti riciclando il corpo di Action Jackson invenduti. Sostituendo testa e abiti di Action Jackson, nacquero Batman, Superman, Robin e Aquaman. Questo perché Action Jackson nasceva “nudo”, in modo da poterlo vestire e rivestire come una Barbie. Sostituire la sua tutina blu con il costume di un supereroe, e la testa morbida, si rivelò una scelta vincente.

Catwoman Mego nel Mego Bubble Card

Catwoman nella Mego Bubble Card

Durante la lunga vita delle action figure Mego furono sviluppati due “corpi” standard 8”: il primo tipo presentava snodi più grossolani e corpi più “tozzi”, con articolazioni fissate da rivetti metallici; il secondo tipo, che rimpiazzò il primo dal 1976, in plastica Marlux, più raffinato e curato, aveva snodi in plastica e corpi più affusolati. Furono prodotti anche un corpo più grande, da 9” (utilizzato per le serie Flash Gordon e Doctor Who), uno più piccolo da 7” (usato per la serie Teen Titans) e un corpo ancora più piccolo da 6” (utilizzato dalla Lion Rock per la serie World War II Heroes). Esistevano inoltre più versioni dei medesimi personaggi. Per esempio alcune figure uscivano prima con cinture e stivali stampati sul costumino di jersey, successivamente venivano reimmesse sul mercato con i medesimi accessori in plastica. Questo riguarda praticamente tutte le Super Gals (Batgirl, Catwoman, Supergirl e Wonder Woman), prodotte nelle due differenti versioni.

Anche il packaging ha subito delle trasformazioni. Inizialmente la Mego distribuiva i suoi personaggi in scatole di cartoncino colorate con i personaggi disegnati su di essa. Le catene di distribuzione incominciarono però a lamentarsi del fatto che genitori e bambini potevano aprire con facilità la confezione per guardare com’era fatto il giocattolo. La Mego cominciò ad applicare così una “finestrella” trasparente sulla confezione di cartone, per poi creare il packaging per action figure e giocattoli oggi tra i più diffusi, detto Kresge (perché destinato dapprima alle catene Kresge, oggi Kmart) o Mego Bubble Card: una “bolla” di plastica contenente il giocattolo e incollata su un cartoncino. Con questo tipo di confezione il giocattolo poteva essere finalmente visto senza che fosse possibile aprirne la confezione.

LE SERIE PIÙ POPOLARI
Vogliamo qui dare una scorsa alle più intriganti serie prodotte, ai personaggi più celebri e più curiosi ai quali sia stata dedicata una action figure, senza avere la pretesa di essere esaustivi: per un esauriente elenco dei personaggi prodotti dalla Mego vi invitiamo a visitare il sito Mego Museum o a procurarvi uno dei libri elencati nella bibliografia.

Action Jackson
Come detto, Action Jackson fu la prima action figure prodotta dalla Mego. Ispirata al più “anziano” G.I. Joe Hasbro e al personaggio reale del celebre giocatore di baseball Phil Jackson, conosciuto con lo pseudonimo di “Action Jackson”. Tuttavia, essendo Phil Jackson una star statunitense sconosciuta all’estero, in Gran Bretagna il giocattolo venne distribuito con il nome Johnny Action e in Italia come Amico Jackson. Il costume standard di Action Jackson era una tutina blu (altri personaggi della serie vestivano di verde o di rosso) con cintura e stivali bianchi. Qualcosa che ricordava vagamente le marionette di Gerry e Sylvia Anderson, quali i Thunderbirds. Ma fu venduto con una serie di abitini e accessori diversi, non per ultimo la tenuta di giocatore di baseball, che richiamava il personaggio che ne ispirò la creazione.

Dinah-Mite
Sull’onda dei numerosissimi cloni di Barbie che nei primi anni Settanta inondarono il mercato di bamboline glam e hippy, la Mego sfornò nel 1972 la spumeggiante biondina in tutina viola zampa-pantalonata Dinah-Mite. Si trattava di una action doll ben più avventurosa e scattante della sua compatriota di casa Mattel: Dinah-Mite era votata all’azione e ricordava più una Emma Peel funky, che non una mannequin allampanata tutta sfilate e completini glamour. Come tutti i suoi cugini Mego, Dinah-Mite era notevolmente snodabile e capace di stare diritta in piedi, al contrario di Barbie! Dinah-Mite infatti riscosse un successo ben maggiore di Action Jackson, rimanendo in catalogo fino al 1975. Al personaggio principale furono affiancati solamente due amici: la Dinah Black e l’amichetto Don. Molti invece gli abiti prodotti, fascinosamente 70’s, e gli accessori, compresi playset e veicoli (dalla bicicletta al camper Volkswagen).

Una scazzottata tra Batman, Robin, Joker e Riddler.

Una scazzottata tra Batman, Robin, Joker e Riddler.

World Greatest Superheroes
La serie più popolare prodotta dalla Mego fu certamente quella dei Supereroi DC Comics e Marvel. Il successo dei primi quattro superfusti, Batman, Superman, Robin e Aquaman, convinse la Mego a proseguire su questa strada aggiungendo sempre nuovi personaggi di anno in anno e mantenendo in catalogo, cosa che non avvenne per altre serie, anche tutti i più vecchi.
Per la DC Comics furono creati: i nemici di Batman, Joker, Penguin e Riddler; altri supereroi come Shazam o Green Arrow; i Teen Titans; le supereroine: Supergirl, Catwoman, Wonder Woman, Batgirl e Isis. Per la Marvel vennero invece prodotti: Spiderman – probabilmente l’action figure Mego più venduta in assoluto – e i suoi nemici Green Goblin e Lizard; inoltre Hulk, i Fantastici 4, Capitan America, Thor. Altre sotto serie comprendevano le identità segrete dei personaggi più celebri: Clark Kent, Bruce Wayne, Dick Grayson e Peter Parker. Ancora la versione “combattente” di Batman, Robin, Spiderman, Capitan America e rispettivi rivali, che premendo un pulsante sulla loro schiena – similmente al colpo di karate di Big Jim – potevano tirare temibili cazzotti!
Furono anche realizzati numerosi affascinanti playset, soprattutto per Batman, quali la Batcave o la Wayne Foundation, e i vari veicoli (la Batmobile per Batman e Robin e le Batcycle per Batgirl). Altri veicoli furono prodotti per Spiderman, Green Arrow, mentre per Joker e Batman furono realizzati anche i camper Volkswagen.
I supereroi infine vennero prodotti anche in versione 12” e bend’n’flex, quegli orribili piccoli personaggi di gomma con fil di ferro interno, di gran moda verso fine anni Settanta. Alcuni comunque di buona fattura, ma questo non fu il caso della Mego.

La serie Star Trek

Film e Telefilm
Tra i personaggi ispirati a telefilm e film, senza dubbio la serie più affascinante fu quella di Star Trek (serie classica), per cui venne realizzato non solo l’equipaggio dell’Enterprise, ma anche svariati alieni, playset (la plancia dell’Enterprise o il teletrasporto) e oggetti a “dimensione reale”, atti a essere usati direttamente dai bambini, come per esempio il “tricorder” che nascondeva al suo interno un registratore a cassette! Furono poi prodotte action figure di 12” e 3” per il film Star Trek – The Motion Picture. Ma la serie ottenne uno scarso successo: in parte per l’assenza dei bambolotti da 8”, in parte perché il film non era destinato a un pubblico infantile (e diciamolo francamente, è anche di una noia mortale).
Sempre rimanendo nel campo della fantascienza, altro clamoroso insuccesso fu quello di The Black Hole, per cui la Mego realizzò una serie di personaggi da 3,5”, acquistandone i diritti per per la sola ragione che si trattava di un film Walt Disney, garanzia di successo… ma, mentre oggi The Black Hole è divenuto un classico della fantascienza, allora fu semplicemente un misero flop.

Personaggi della serie Il pianeta delle scimmie

La serie Il pianeta delle scimmie

Una serie di gran successo fu invece Planet of the Apes, ispirata tanto alla saga cinematografica che al successivo telefilm. Partita nel 1974 dopo l’ultimo film, presentava, oltre alle popolari scimmie umanizzate, i due umani provenienti dal passato, Alan Verdon e Peter Burke, protagonisti del telefilm, più un generico “astronauta” che sarebbe dovuto essere il personaggio interpretato da Charlton Heston, che però negò i diritti per la riproduzione della sua immagine.
Happy Days fu una delle serie più popolari durante gli anni Setta e la Mego non si lasciò sfuggire l’occasione di produrne più di un personaggio, ma solo Fonzie venne venduto in moltissimi pezzi. I restanti probabilmente finirono riciclati per altre action figure.
La serie di bambolotti del Doctor Who venne invece realizzata grazie al successo ottenuto dall’omonima serie televisiva britannica, con protagonista il quarto dottore, impersonato da Tom Baker. La serie comprendeva il Doctor Who, completo di sciarpa, cappello e cacciavite sonico; Leela, compagna di viaggio del dottore in alcune avventure tra il 1977 e il 1978; il cane robot K9; un Dalek; un Cyberman e un Giant Robot. Oltre ai personaggi fu immesso sul mercato anche il TARDIS, la celebre cabina del telefono della polizia britannica che nasconde una macchina del tempo. Oggi tutti i personaggi di questa serie hanno quotazioni piuttosto alte.

Celebrità
La Mego non si accontentava di produrre bambolotti di personaggi di serie televisive o opere cinematografiche, ma volle creare action figure che omaggiassero celebri personaggi pubblici. Il primo di questi fu Mohamed Alì, cui seguirono altri sportivi come il campione di calcio Franz Beckenbauer e quello di football americano Joe Namath. Nel campo della musica vanno certamente ricordate le bambole di Sonny & Cher, che uscirono quando i due si erano già separati, o dei Kiss, o ancora la rara action doll di Sylvie Vartan, a esclusivo consumo del mercato francese. Tra le attrici Farah Fawcette, Suzanne Somers e Kristy McNichol.

I Micronauti più celebri

Micronauti
Una serie a sé assai celebre e oggi oggetto di accanito collezionismo, fu quella dei Micronauti, talmente popolare e dotata di un universo a sé stante, da risultare meritoria di una trattazione a parte. Ricordiamo qui soltanto che i Micronauti furono acquisiti dalla Mego da una compagnia giapponese, la Takara (che negli anni Ottanta avrebbe prodotto i terribili Transformer). Martin Abrams li scoprì per caso e ne fece uno dei prodotti di punta della Mego. La prima serie immessa sul mercato fu quella originale giapponese confezionata con un nuovo packaging. Dalla successiva serie la Mego cominciò a disegnare dei propri personaggi. Nacquerò così le celebri action figure magnetiche da 8” Baron Karza, Force Commander, Emperor, Green Baron, Red Falcon eccetera.

Eroi della Seconda Guerra Mondiale
Per la sussidiaria Lion Rock vennero prodotte inoltre le affascinanti figure degli “eroi della Seconda Guerra Mondiale” (Worl War II Heroes), che comprendevano vari personaggi, ufficiali o semplici soldati, tratti dai corpi più popolari di tutti gli schieramenti in campo durante il conflitto. Si va infatti dalle truppe statunitensi ai parà e comandati di U-Boot nazisti, passando per giapponesi, francesi, britannici e persino partigiani. I personaggi erano di dimensioni sensibilmente inferiori rispetto ai classici Mego, ma erano sempre assemblati con corpi di tipo 2, abiti e accessori dettagliati. In Italia la serie venne distribuita dalla Polistil con il nome Storia delle Grandi Battaglie.

 

MEGO CUSTOMIZZATI
Una delle caratteristiche precipue delle action figure Mego è la possibilità di produrre dei Mego “customizzati”. Tale usanza trae infatti la propria origine dall’abitudine, propria di ogni bimbo con un minimo di fantasia, di cambiare gli abiti alle proprie action figure, inventando nuovi personaggi. Quei bimbi, divenuti collezionisti adulti, si divertono oggi a realizzare i propri bambolotti personalizzati, quelli mai prodotti o varianti possibili degli stessi.
Impossibile stilare un elenco anche minimo dei “customizzatori”, non tutti sono rintracciabili e non tutti con un loro sito internet, tuttavia basta digitare le chiavi “custum mego” in un qualsiasi motore di ricerca, per rendersi conto dell’entità del fenomeno. Molti si sono specializzati in un preciso genere, a spingere a customizzare i Mego è l’interesse verso un determinato fenomeno la cui produzione Mego è assente o incompleta, e l’arte di questi artisti lascia davvero sbalorditi per l’accuratezza dei dettagli e la bellezza dei costumi.
Più d’uno si dedica a completare e perfezionare la serie di Star Trek, aggiungendo quei personaggi mai realizzati, come ad esempio Sarek e Amanda (i genitori di Spock) e gli alieni Talosiani; oppure perfezionando i dettagli e gli accessori delle action figure ufficiali; o ancora rifacendo in modo filologicamente corretto il capitano Gorn, la cui versione originale Mego è ritenuta dai più quasi blasfema!
C’è poi chi si è specializzato nei supereroi Marvel, in particolare negli X-Men, pensati ma mai prodotti dalla Mego, colmando quella vasta lacuna della casa newyorkese. C’è chi si dedica a particolari serie della rivale DC Comics, come la Kingdom To Come in cui vediamo i classici supereroi come Superman invecchiati. Affascinante ancora chi si dedica alla realizzazione dell’intera schiera dei “dottori” della serie inglese Doctor Who e ad altri personaggi visti durante l’intera saga in episodi particolarmente interessanti.
Ci fermiamo qui, per non rischiare di diventare troppo enciclopedici, basti ricordare, in chiusura, che esistono anche artisti in grado di creare action figure Mego Style personalizzate, con le fattezze di chiunque, anche dei propri colleghi di lavoro o di chi voglia farsi fare il Mego della propria persona (sono tentato).

 

Frankenstein della Azrak

Frankenstein della Azrak

REPRO
Un prodotto di successo gode sempre di numerosi tentativi di imitazione. È un attestato della sua popolarità: a nessuno interesserebbe imitare prodotti invendibili! E davvero molte sono le imitazioni di Mego presenti sul mercato fin già dai primi anni Settanta. Cercheremo di ricordare di seguito alcuni tra i numerosi produttori di imitazioni e riproduzioni, i nomi più importanti e gli autori delle action figure più interessanti e curate dal punto di vista della qualità e dell’originalità.

La più antica – probabilmente la prima – concorrente della Mego durante gli anni Settanta fu la Azrak Hamway International, che rivaleggiò a volte anche scorrettamente con la Mego: la casa newyorkese, in società con la 20th Century Fox, arrivò a far causa alla AHI per la produzione dei personaggi della serie Action Apeman, a causa della loro sospetta somiglianza con i personaggi di Planet of the Apes (imitata anche dalla fantomatica serie Astro Apes e da altre). La AHI produsse poi un Adventure Man, visibilmente ispirato a Action Jackson, e la propria serie di quattro mostri, la creatura di Frankenstein, L’Uomo Lupo, Dracula e la Mummia, ritratti a immagine e somiglianza dei classici mostri Universal. Testimonianza di questa rivalità tra le due case di giocattoli è data dal nome assegnato al personaggio dei Micronauti Baron Karza: si tratta del cognome del proprietario della AHI letto al contrario!

Mostri ufficiali con licenza Universal, furono invece prodotti dalla Remco, bella serie comprendente tra gli altri un Fantasma dell’Opera con le fattezze di Lon Chaney, un gill-man dal film Creature from the Black Lagoon, e lo strabiliante “Monsterizer” (“mostruosatore”): una macchina in cui inserire il vostro mostro e “dargli vita” attraverso lampi e tuoni! I mostri Remco vennero prodotti in versione 9”, con vestiti rimovibili, e 3,5”, più la versione burattino (!) contenuto in una confezione personalizzata, “Monster at Home”.

Evel Knievel della Ideal

Evel Knievel della Ideal

Un’altra grossa casa di giocattoli americana degli anni Settanta fu la Ideal, i cui giocattoli erano praticamente sconosciuti qui da noi. Anche la Ideal produsse svariate action figure sullo stile dei Mego. Tra queste le serie Alvin and the Chipmunks; Evel Knievel, con le fattezze dell’omonimo celebre stunt-man, e la sua controparte femminile Derry Daring; J.J. Armes, ritraente l’omonimo detective privo degli avambracci, sostituiti con protesi meccaniche, apparso anche in un episodio di Hawaii Five-O; Star Team, serie fantascientifica, vagamente ispirata a Star Wars.

Affascinanti le produzioni della americana Excel Toys, che negli anni Settanta lanciò sul mercato una action figure ispirata alla serie televisiva Kojak, con la fisionomia di Telly Savalas. Un’altra serie della Excel Toys era la Military Legend, che ritraeva importanti capi militari della storia degli Stati Uniti come Eisenhower, George Washington, il generale Lee dell’esercito sudista o il generale Grant dei confederati. Immancabile poi la serie Legends of the West che riproduceva celebrità della storia del West.

Zio Sam della Fun World

Zio Sam della Fun World

Anche la Fun World nel 1976, in occasione del bicentenario dell’indipendenza degli Stati Uniti, produsse i bambolotti di George Washington, Abraham Lincoln e lo Zio Sam. Qualcosa di simile fu poi fatto dalla RT Toys con la serie Hero of the American Revolution, comprendente numerosi protagonisti di quel periodo storico.

Di fine anni Settanta un’autentica galleria di mostri venne prodotta dalla Lincoln, comprendente figure di fattura abbastanza buona. Non si trattava di imitazioni né dei “Mad Monsters” Mego né dei classici ghoul Universal, ma di una serie completamente originale comprendente i soliti Dracula, la Mummia, il Fantasma dell’Opera, il gobbo di Notredam, Frankenstein, più una discutibile imitazione di Mr. Spock, qui ribatezzato Mr. Rock, e una generica “vittima” femminile.

La Matchbox fu una delle poche ad arrivare anche in Italia con le sue serie di pirati, western e una iniziata, ma chiusa repentinamente, di mostri che doveva comprendere (ancora!) Frankenstein e Dracula, ma che partiva da un inedito Freddy Krueger.

L’italiana Ceppi Ratti produsse alcune action figure di 8”, o forse si limitò a distribuire sotto altro nome quelle della Bogi, quest’ultima casa di produzione forse italiana, forse tedesca o olandese. Tra di esse una spudorata imitazione di Action Jackson: Il Mondo Avventuroso di Jimmy Brown,  più altre come Black Jack e Tommy Bright, due figure maschili l’una afroamericana, l’altra caucasica. Altre serie prodotte parallelamente dalle due case furono la terribile Dondy il Clown (Ceppi Ratti)/Pipo The Clown (Bogi) e la Barbie-like Beba Alta Moda (Ceppi Ratti)/Demo Girl (Bogi).

Golden Age Batman della Hasbro

Venendo a tempi a noi più vicini, la Hasbro nel 1998 ha prodotto alcune action figure da 9” sullo stile Mego di supereroi DC Comics: la Silver Age Collection, comprendente Aquaman, Green Arrow, Green Lantern; un paio di Superman; svariati Batman, compreso un bellissimo Batman Golden Age; la Target Exclusive che include un Clark Kent/Superman (con il vestito aperto a rivelare il costume dell’uomo d’acciaio); due classici villains come Joker e Penguin.

La Toy Biz si è invece resa responsabile di una delle imitazioni di Mego qualitativamente migliori, pari, se non superiore, agli stessi Mego. Una serie di action figure, la Marvel Famous Cover Series, che comprende i più celebri supereroi Marvel, inclusi quelli mai realizzati dalla Mego, rimasti nel limbo dei prototipi o anche solamente dei sogni dei creativi, con un aspetto più “moderno”. Belle e ben fatte, le action figure Marvel Famous Cover sono state realizzate con ottimi materiali che ne giustificano il costo elevato. Ben confezionate, in scatola di cartone con finestra e copertina apribile chiusa con velcro, troviamo in questa serie figure come Spiderman, che qui indossa realmente un cappuccio dello stesso materiale della tuta (che cosa mai si nasconderà dietro la maschera?), molti X-Man, i Fantastici 4, Hulk, Thor, e più versioni degli stessi con differenti costumi e doppie confezioni contenenti due figure collegate. E c’è persino la zia May!

Creata da una compagnia chiamata Figures Toy Company, sorta nel 1998, la Classic TV Toys supplisce a un’altra nostalgica assenza sul mercato: le action figure delle serie televisive. Tra esse riproduzioni di celebri Mego, con l’aggiunta di personaggi non presenti nelle originali: la serie Mad Munster viene raddoppiata, con 4 nuovi mostri, mentre a Happy Days e Spazio 1999 vengono aggiunti svariati personaggi non realizzati nell’originale serie Mego. Accanto a queste vengono create le action figure per serie mai realizzate dalla Mego, bella soprattutto quella dei Munsters, ispirata al telefilm originale degli anni Sessanta e già fuori catalogo. Purtroppo i corpi della Classic TV Toys non riproducono fedelmente quelli Mego e sono di un materiale plastico di scarsa qualità, fragile e che tende facilmente a rompersi anche se i personaggi vengono lasciati nelle loro confezioni.

Il Gorn della EMCE Toys

Il Gorn della EMCE Toys

Tra le più recenti case di giocattoli la EMCE Toys è quella che maggiormente punta sulla qualità e sulla fedeltà agli originali. LA EMCE è particolarmente interessante perché ha riproposto tutta la serie di personaggi della linea Star Trek, aggiungendone molti di mancanti e poponendo una bellissima versione del Gorn più fedele a quello visto nel telefilm rispetto a quanto fatto dalla Mego (che riutilizzò un costume della serie Il pianeta delle scimmie). Inoltre la EMCE ha immesso sul mercato anche una splendida serie di mostri della Universal, fedeli a quelli visti nei film, grazie alla licenza della casa madre. Vi sono in questa linea raffigurati i vari Dracula, Frankenstein, L’Uomo Lupo, La Mummia, L’Uomo Invisibile e persino un delizio Gill-Man, il celebre uomo-pesce del film cult Il mostro della Laguna Nera.

Altra casa dedicata alla riproposizione di vecchi personaggi Mego è la Figure Toy Company, che si è specializzata nelle linea per cui la Mego è famosa: quella dei supereroi dei fumetti. Ma solamente la parte di personaggi dell’universo DC: Batman, Superman e tutti i vari supercriminali. Attentissimi alla fedeltà all’originale, la Figure Toy Company ha aggiunto personaggi mancanti e realizzato anche squisite varianti, come quella di Batman, Robin, Batgirl, Catwoman e gli altri villains ispirati alla serie televisiva degli anni Sessanta, riproponendone fattezze e costumi.

Il Green Lantern della Mattel

Green Lantern della Mattel

Sempre in anni recenti persino la Mattel si è messa a produrre action figure stile Mego dei supereroi DC Comics, prima però dell’entrata in scena della Figure Toy Company. La Mattel, così come la Marvel, ha proposto reinterpretazioni odierne e più vicine al gusto adulto, dei personaggi DC, ridisegnati, anziché la riproduzione fedele dei personaggi Mego degli anni Settanta. Tra le varie nuove action figure prodotte dalla Mattel, vanno ricordati alcuni appartenenti al corpo delle Lanterne Verdi più lo storico nemico Sinestro.

La Cast-A-Way è un’altra ditta di giocattoli contemporanea che realizza figure da 8” sullo stile Mego. Tra le sue produzioni: i mostri di Famous Monsters of Legend, di cui se non va premiata la qualità, va sicuramente segnalata l’originalità: niente Dracula o Frankenstein, ma Gobbi, Fantasmi, Zombie e… l’uomo-mosca del film The Fly (in italiano L’esperimento del dr. K); una serie di pirati-scheletro, realizzati certamente sull’onda del successo della saga Pirati dei Caraibi; un Capitan Kidd in versione “incarnata” e “fantasma” (fosforescente!). Ma la serie più bella e ben curata nei dettagli, sembra essere The Phantom (L’Uomo Mascherato).

Non mancano le action figure religiose, come la clamorosa serie Heroes of the Kingdom, prodotta dalla Wee Win Toys negli anni Ottanta, che ritraeva personaggi della Bibbia, per sovrappiù venduti in blister con musicassetta allegata. Altrettanto ha fatto la Rainfall Toys con la sua Bible Greats, comprendente oltre ai singoli personaggi, anche dei set quali ad esempi “Giona e la balena” e “Davide e Golia”. Giocattoli che rappresentano la risposta bacchettona americana alle popolari action figure di supereroi e che sembrano pensati da Nell Flanders in persona.

Da ricordare infine la Flatt Worlds Figure, creata da due collezionisti e “customizzatori” di Mego, ma con all’attivo la sola ma bellissima action figure di Bela Lugosi nelle fattezze di Dracula, ricca di accessori e confezionata in una scatola a forma di bara! Ma, così come Dracula, il mondo dei piccoli folletti Mego scompare ora al sorgere del sole, pronto a ricomparire in qualsiasi momento la nostra fantasia desideri dare forma e colore ai nostri sogni.

 

OMAGGI

Mego dei personaggi di The Big Bang Theory in divisa Star Trek

Action figure dei personaggi di The Big Bang Theory in divisa Star Trek prodotte dalla EMCE

Nonostante che negli USA il collezionismo dei Mego sia un fenomeno di larga diffusione e al giorno d’oggi negozi di fumetti e siti Internet straripino di figure snodabili da 8″ con vestitini di stoffa, nel cinema e nella televisione questo collezionismo viene raramente omaggiato.
Un caso clamoroso è quello di The Big Bang Theory e non poteva essere altrimenti, essendo la serie incentrata sulle avventure di un gruppo di nerd appassionati di fumetti, supereroi Marvel e DC e giocattoli ad essi ispirati.
Rimane nella storia degli appassionati di giocattoli degli anni settanta Il malfunzionamento del teletrasporto, ventesimo episodio della quinta stagione della serie televisiva del 2012. Qui, Penny decide di regalare a Leonard e Sheldon un teletrasporto ciascuno della serie Star Trek della Mego. Ovviamente nessun collezionista che si rispetti si sognerebbe mai di aprire la confezione per giocarci, ma Sheldon viene nottetempo assalito dalla tentazione e si sogna il Mego di Spock (nell’edizione originale doppiato dal vero Lonard Nimoy!) che lo spinge a farlo, finendo così per rompere il giocattolo.
Come se non bastasse, e forse proprio a causa di questo episodio, la EMCE Toys ha messo in produzione una vasta linea di action figure Mego style dei personaggi della serie televisiva The Big Band Theory, nei costumi più disparati. Al di là delle molteplici versioni di Sheldon che lo raffigurano con indosso le t-shirt più disparate, esistono numerose varianti anche degli altri personaggi, tra le quali quella che li ritrae con addosso la divisa di Star Trek della serie classica!

BIBLIOGRAFIA

  • Cynthia Boris Lilijeblad TV Toys and the Shows That Inspired Them, Krause Publications, 1996
  • Wallace M. Chrouch Mego Toys – An Illustrated Value Guide, Collectors Books
  • John Bonavita Mego Action Figures Toys – Revised & Expanded 3rd Edition With Price Guide, Schiffer Publishing, 2001

Collegamenti

Versione riveduta, corretta e ampliata dell’articolo originalmente pubblicato in Abastor # 36 – Oddzine démodé per signorine ben educate e gentiluomini di buone maniere – 2007-2008.

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