Pubblicato da: F.C.N. | 15 febbraio 2017

Letti sbagliati

La locandina del film

La locandina del film

Tra anni sessanta e settanta è avvenuto un ribaltamento dei costumi, del comune senso del pudore, che assume il nome di Rivoluzione Sessuale e che ha portato nell’arco di pochi lustri a passare dal concepire la sessualità come qualcosa di “proibito”, privato, relativo solamente a coppie eterosessuali regolarmente unite nel vincolo del matrimonio cattolico, sacro e indissolubile, a un qualcosa di libero, naturale, da sperimentare in tutte le sue forme, talvolta anche ostentatamente se non forzatamente.
Nel suo libro Cara Donna Letizia… Venticinque anni in confidenza pubblicato da Rusconi nel 1981, una raccolta di lettere esemplificative indirizzate alla sua rubrica Il saper vivere di Donna LetiziaColette Rosselli testimonia come si sia passati dal considerare la verginità un ridicolissimo e obsoleto “valore” sacro nel 1960 al viverla come un “peso” di cui sbarazzarsi il più presto possibile, senza nemmeno badare troppo a come e con chi,  nel 1970.
Questo passaggio è avvenuto però, naturalmente, per gradi. Tanti passetti piccoli piccoli, che hanno contribuito un po’ alla volta a sdoganare il sesso, il parlare di sesso, il fare sesso, l’avere relazioni prematrimoniali o extraconiugali, di carattere omosessuale, ecc. Cioè il poterlo fare apertamente, senza nascondersi dietro le imposte opportunamente chiuse delle case di tolleranza o degli alberghetti a ore isolati e clandestini, sugli scomodi sedili di una 500 con i finestrini oscurati dalle pagine dell’Osservatore Romano, nelle stradine isolate di campagna… Sì, perché la Rivoluzione Sessuale non ha cambiato la sostanza, ma ha modificato la forma. Non ha cambiato cioè il comportamento sessuale: incontri sessuali non “canonici” avvenivano anche prima, ma lo si poteva fare solamente di nascosto, magari dopo essersi sposati e senza dare pubblico scandalo.

La curiosità maschile nei confronti del sesso...

La curiosità maschile nei confronti del sesso…

Testimoni di questo passaggio, della trasformazione della “sensibilità” della morale pubblica nei confronti del sesso, lo sono tanti film, a partire da La dolce vita di Federico Fellini, che nel 1960 dà inevitabilmente scandalo per ciò che osa rappresentare: sesso libero, omosessuali, vita notturna disinibita… un film che susciterà le ire del mondo cattolico (ma pare non dei gesuiti, che invece incredibilmente lo sostengono considerandolo un eccellente prodotto) e verrà invece difeso a spada tratta dalla sinistra.
Un film minore, che non gode nemmeno grande stima da parte della critica, è esemplare invece del passaggio da un tipo di morale pudica e “privata” a una morale disinibita e “pubblica”. Si tratta della pellicola Letti sbagliati diretta da Steno e distribuita nel 1965 con il ridicolo divieto ai minori di 18 anni (per fare un paragone si pensi che il citato film di Fellini fu vietato cinque anni prima ai soli minori di 16 anni). Quasi fosse un film pornografico. E non vediamo in realtà che un paio di schiene nude. Può comunque essere tranquillamente considerato un autentico antesignano della commedia erotica italiana, genere che sarebbe esploso pochi anni dopo.
Il film è costituito da quattro episodi, al centro di ognuno dei quali vi è un’attrice sexy (per 3/4 del film straniera) che attira gli sguardi maschili e funge da epicentro tellurico della storia. Le bellezze sono quelle di: Ingeborg Schöner, sensuale attrice tedesca frequentemente in Italia; Margaret Lee, avvenente britannica spesso protagonista di commedie nostrane; Beba Loncar, irresistibile bambolina jugoslava che negli anni settanta diventerà molto celebre grazie allo sceneggiato Ho incontrato un’ombraOlimpia Cavalli, giunonica beltade emiliana già vista al fianco di Totò in alcuni film fin dalla metà del decennio precedente (è la fidanzata del maresciallo Cotone in I due marescialli del ’61).
La trama di alcuni di questi episodi è per la verità discutibile, oggi il film verrebbe sicuramente etichettato come sessista, maschilista e al limite dell’apologia dello stupro. Come detto cade in un periodo in cui il sesso comincia a diventare argomento di discussione pubblica, in cui se ancora non si osa mostrare tutto, comunque si inizia a far intravedere qualcosa. Ma anche un periodo in cui la donna è considerata una preda da conquistare, una timida e ritrosa creatura smaniosa di fare del sesso e che se non ci sta è solo per pudore, ma che, una volta che l’uomo riesca a sfondare con qualsiasi mezzo – lecito o illecito non importa – quella porta chiusa a doppia mandata, lei non avrà che da trarre piacere e giovamento dall’abuso subito.
L’argomento è infatti quello della soddisfazione maschile, perché se la Merlin ha deciso di chiudere le case di tolleranza, beh, ora il maschio italiano è più che autorizzato a provarci con tutte, magari forzando un po’ la mano quando queste non ci stanno, tanto, si sa, “è l’uomo che decide”. Ancora dovevano arrivare le femministe; ancora doveva aprirsi un dialogo sulla “coppia”; ancora dovevano diventare tema di discussione l’orgasmo femminile e i desideri della donna. Sostanzialmente: ancora doveva insinuarsi il sospetto che, forse, la donna, qualche volta, poteva non gradire le attenzioni del “pappagallo” italiano (forse non lo sapete, ma questo è il termine spregiativo con cui vengono etichettati all’estero i maschi italiani in vena di turismo sessuale), né essere sempre disposta a cedere alla sua corte.

ingeborg-schoner

Ingeborg Schöner

“L’onore del maschio italiano”, instancabile seduttore e amante infaticabile, è al centro proprio del primo episodio intitolato Il complicato. A fare la parte del “complicato” spetta a Lando Buzzanca, attore che sarebbe diventato uno dei protagonisti proprio della commedia erotica di lì a pochi anni. Questi è l’agiato imprenditore Birolli che si trova a dividere una cuccetta con Aldo (Aldo Giuffré). Quest’ultimo sogna di avere un’avventura galante durante il viaggio, ma viene accolto dallo scetticismo del Birolli, che non crede simili cose possano accadere e le reputa leggende frutto di una letteratura fantasiosa e lontana dalla realtà. Ma viene subitamente contraddetto da Pietro (Pietro Tordi, l’indimenticabile avvocato difensore di Divorzio all’italiana di Germi), professore di storia e di letteratura che ne ha da raccontare in proposito…
Così, durante il viaggio, il Birolli si dovrà ricredere, finendo tra le braccia della bella e inconsolabile vedova Maurizia (Ingeborg Schöner), senza comunque riuscire a combinare niente a causa della sua ansia e della sua natura sospetta. Birolli cade comunque vittima di un tranello architettato da Maurizia in combutta con Aldo, teso a estorcergli del denaro tramite una scommessa… Sì, perché anche se non ha combinato niente, deve mantenere la faccia e far credere che con la vedova siano avvenute orge degne di Tiberio, pagando così la scommessa persa con Aldo, dato che lo scettico Birolli sosteneva che nulla sarebbe accaduto. La faccia è salva e così l’onore del maschio italiano, instancabile galletto sempre pronto alla copula.

Margaret Lee

Margaret Lee

Il secondo episodio, 00-Sexy, missione bionda platino, fa forza su di un presupposto che oggi risulterebbe inaccettabile, presentando un’autentica apologia dello stupro. L’ingegner Filippo (Raimondo Vianello), un impiegatuccio un po’ maniaco, con una bella moglie Fulvia che trascura (Fulvia Franco, donna incantevole, che ci sentiamo di preferire di gran lunga alla sua rivale in questo episodio), si invaghisce della bella vicina Enza (Margaret Lee). Per “farsela” escogita un piano altamente tecnologico: rimanere bloccato in ascensore assieme alla vicina, sedarla con un gas e quindi approfittare biecamente della situazione per dare sfogo ai propri istinti sessuali. Il piano però va in fumo per una serie di disguidi e così a rimanere bloccato in ascensore assieme a Fulvia sarà un ragazzo, entrato nel palazzo per fare delle consegne, che naturalmente approfitterà della situazione per abusare della moglie incosciente dell’Ingegner Filippo, che rimarrà con un palmo di naso, a bocca asciutta e cornificato.

Beba Loncar

Beba Loncar

È il terzo episodio, però, Quel porco di Maurizio maggiormente esemplificativo della doppia moralità borghese che ancora in quegli anni (ma spesso e volentieri ancora oggi) caratterizzava la nostra società, riassumibile nella dicotomia: “vizi privati e pubbliche virtù”.
Maurizio (Aldo Puglisi, catanese sovente utilizzato come caratterista nella parte del “siciliano”) che in treno viene irresistibilmente attratto dalle grazie della bella diciottenne Enrichetta (Beba Loncar, allora ventiduenne, ma che non dimostra la sua età, apparendo come poco più che una bambina). Preso da un’irrefrenabile impulso, la bacia, ma ottiene così solamente di scatenare la di lei furia: la ragazza inizia a urlare tirando il freno a mano. Ne segue una denuncia e uno scandalo di proporzioni inaudite e Maurizio viene pubblicamente etichettato come “un porco”.
Allora, per cercare di calmare le acque e acquietare le ire della suocera (Tecla Scarano) che lo prende a ombrellate (il “porco” è pure sposato), Maurizio si rivolge all’amico avvocato Giorgio (Carlo Giuffré). Costui si reca a casa degli zii di Enrichetta e, scoperto che è cugino di un noto politico di cui egli è un elettore, lo zio di Enrichetta lo convince a restare e fermarsi per la notte. Enrichetta, sensuale lolita, pian piano lo seduce, giocando con il suo ruolo di vittima e di ragazzina “per bene”, fin tanto che l’uomo si ritrova a letto con lei.
Il mattino dopo la ragazza sarebbe anche disposta a ritirare la denuncia, se non fosse per la zia, damina di carità che passa fuori la notte a fare opere di bene (e possiamo ben immaginare di quali “opere” si tratti…), che pretende ora Maurizio elargisca ben 500.000 lire da devolvere in elemosina…
Insomma, in pubblico la morale deve essere rispettata, ma in privato si possono fare tutte le porcate che si vogliono, l’importante è sempre farle di nascosto. Una ragazza per bene in pubblico deve sempre presentarsi come una candida vergine pronta al martirio pur di difendere la sua virtù.

Ciccio Ingrassia e Olimpia Cavalli

Ciccio Ingrassia e Olimpia Cavalli

A chiusura l’ultimo episodio è d’ordinanza dato che protagonista è l’immancabile coppia Franco e Ciccio, impiegata però in una storiella alla fine divertente ed efficace. Ne La seconda moglie, Ciccio, vedovo di Rebecca, “la prima moglie” (ma la parodia nei confronti del film di Alfred Hitchcock si ferma qui), si è risposato con Dina (Olimpia Cavalli), trascinandosi appresso Franco, fratello di Rebecca e invalido.
Ma le cose tra Ciccio e Dina non vanno per niente bene: lui è morbosamente attaccato al ricordo di Rebecca e considera Dina tutto sommato una moglie di “serie B”. La trascura e, tirchio com’è, le elargisce poco contante che tiene ben nascosto. Lei si organizza così con un secondo lavoro (dato che il primo, quello della casalinga, viene svolto a titolo gratuito), cioè andare in giro a fare iniezioni, grazie al quale può mettere da parte qualche soldo in vista di una prossima separazione dal marito.
Ciccio riceve però inaspettatamente una lettera anonima che lo allerta dell’infedeltà della moglie. Parte armato di rivoltella all’inseguimento della consorte, finendo in un atelier che viene scambiato da lui e da Franco per un postribolo, nel quale Ciccio crede la moglie si prostituisca. Dato il parapiglia che ne consegue i due finiscono al commissariato e qui si scopre che la lettera è stata recapitata dalle Poste Italiane con ben dieci anni di ritardo e riguardava in realtà proprio Rebecca, che lo tradiva sotto il tetto coniugale con Franco, che in realtà non solo non è per niente invalido, ma non era nemmeno il fratello della prima moglie.
A Ciccio viene un colpo apoplettico e dovrà essere accudito dalla moglie Dina e dal falso cognato, che nel frattempo avrà sedotto anche la seconda moglie. Ciccio finisce così cornuto e mazziato a ciucciarsi un cono gelato nella sedia a rotelle trainata come “rimorchio” dalla fuoriserie dei due fedifraghi.

Scheda
titolo: Letti sbagliati
regia: Steno
sceneggiatura: Sandro Continenza
nazione: Italia
anno: 1965

Collegamenti
Letti sbagliati nell’Internet Movie Database
Letti sbagliati su FilmTV
Letti sbagliati su Wikipedia

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